Crocetta: “Rischio la vita anche per questioni riguardanti la sanità”

Crocetta: “Rischio la vita anche per questioni riguardanti la sanità”

CATANIA – Un Rosario Crocetta a tutto campo quello che, per oltre un’ora e mezza, si fa intervistare dal giornalista Mario Barresi de La Sicilia alla presenza del patron Mario Ciancio.

Tocca diversi e scottanti temi il presidente della Regione e lo fa nel modo che gli è congeniale. Vale a dire la denuncia clamorosa e l’ammissione di rischiare la vita per la sua esposizione legalitaria.

Crocetta ha ammesso di “rischiare la vita anche per questioni che riguardano la sanità” e rimanda al mittente le accuse dei sindacati che hanno attaccato la politica.

Sulla sanità siciliana, finita nell’occhio del ciclone per i recenti casi di cronaca, il presidente ha ribattuto a muso duro al ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “Prima ancora di avviare l’inchiesta, ha detto che voleva commissariare la sanità siciliana. E ho detto tutto”.

“Io penso alla morte di Bologna – aggiunge Crocetta – identica a quella di Trapani. Solo che da noi è malasanità, lì è un errore di valutazione dei medici del pronto soccorso. Io voglio essere serio: voi pensate che quando una bambina se ne va al pronto soccorso con 38 di febbre non sia una cosa difficile da diagnosticare? Ci può essere l’ebola, una meningite. Allora significa che bisogna ricoverare ogni bambina al pronto soccorso? Noi abbiamo il vaccino obbligatorio per la meningite, cosa che non hanno gli altri. Ma nessuno ne parla”.

Sollecitato da Barresi Crocetta snocciola le azioni messe in campo riguardanti il settore, come il taglio della spesa per i consumi di farmaci per l’osteoporosi, l’introduzione degli indici di valutazione ai medici con un risparmio di 150 milioni.

Sul caso di Nicole il presidente ha dichiarato che “non si sa se la bambina sia nata viva” ma che la Regione “non farà sconti a nessuno e i responsabili verranno licenziati”. 

“Chi ha detto “non me la posso prendere in carico” – ha proseguito – noi lo licenzieremo. Non solo. Una clinica che non porta una neonata in pronto soccorso, non avendo né rianimatori né macchinari e continua a perdere tempo come se cercasse una camera d’albergo non può non subire conseguenze”.

Nemmeno Matteo Renzi sarà immune dalle denunce di Crocetta. Al presidente del Consiglio sottoporrà una “transazione scandalosa” effettuata dal precedente governo Lombardo attraverso l’allora Serit Sicilia, oggi Riscossione Sicilia che “rischia di essere l’unico gabelliere al mondo a fallire, per colpa di una spada di Damocle finanziaria che pende sulla Regione”.

“Montepaschi ora ci ricatta – ha aggiunto Crocetta – perché vuole 80 milioni che ci ha prestato per comprare delle sue azioni che non si sa a che ci servivano”.

Poi il presidente della Regione ha parlato dei fondi Pac, delle diatribe con Davide Faraone (“uno estraneo alla Sicilia”), delle estrazioni petrolifere (“questa Sicilia di che deve vivere?”) e dell’accordo con Eni.

La conclusione: “Io sono un renziano ante litteram – ha detto Crocetta – forse più renziano di Renzi. Io nei metodi sono stato sempre per la destabilizzazione del sistema. E se il Pil in Sicilia riparte qualcosa di rivoluzionario l’ho fatto”.

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