Centrodestra etneo, "Bianco? Voto 2"

Centrodestra etneo, “Bianco? Voto 2”

Centrodestra etneo, “Bianco? Voto 2”

CATANIA – Continuano i brutti voti in pagella per il sindaco di Catania Enzo Bianco, il quale attualmente veleggia sulla media del 3. Un’insufficienza impietosa che arriva dopo la bocciatura di Sel, che ieri ha tenuto un incontro per proporre il rilancio della città, e dell’opposizione consiliare di centrodestra che stamattina ha tenuto, a Palazzo degli Elefanti, una conferenza stampa.


“Sel ha dato quattro al sindaco Bianco – afferma il capogruppo di Area Centrodestra Manlio Messina – e ritengo che siano stati troppo magnanimi. Noi gli diamo un bel due!”.


I consiglieri etnei, schierati al gran completo, hanno tracciato un bilancio del primo anno di amministrazione Bianco, attaccando duramente il sindaco sul nodo dell’abbattimento del ponte Gioeni.

“E’ uno degli errori più madornali che questa amministrazione potesse fare – spiega Messina – specie in una città che vive una situazione difficoltosa sotto il punto di vista della viabilità. Noi avevamo proposto il consolidamento del ponte, ma hanno scelto di abbatterlo. Bene, però avrebbero dovuto prevedere un piano di interventi per evitare il congestionamento del traffico“.

“Invece – attacca l’esponente di centrodestra – si naviga a vista, non si sa come gestire la situazione: non si hanno le progettazioni delle varianti, non sono stati studiati i flussi della viabilità, il sottopasso di via Caronda non è stato fatto”.

[wpvp_embed type=youtube video_code=ATgBCRpiLfk width=670 height=377]

“Il tornaindietro di via Petraro – prosegue il consigliere – risulta fuori norma, non sono rispettate le distanze tra ingresso e uscita e nemmeno la larghezza minima della carreggiata. Lo stesso direttore dei lavori ci dà ragione e infatti ha affermato che i lavori sono stati eseguiti in questo modo, quindi fuori norma, per aprire il tornaindietro in coincidenza dell’apertura delle scuole”.

Messina chiede che qualche testa per la gestione del nodo Gioeni debba saltare”. “Non è stata prevista una mobilità alternativa – conclude il consigliere – quando, invece, la passata amministrazione aveva istituito il brt. Quest’ultimo è stato distrutto: gli hanno soltanto cambiato colore e poi hanno lasciato i mezzi sporchi e perennemente in ritardo”.

Il capogruppo di Grande Catania, Giuseppe Castiglione, punta l’indice sul sistema della raccolta dei rifiuti:Paghiamo delle tariffe altissime senza avere dei risultati, la città è molto sporca. In più abbiamo un sindaco che non è mai a Catania, non effettua mai dei sopralluoghi e ha contezza dei problemi che stiamo vivendo”.

[wpvp_embed type=youtube video_code=OxCahr8OVVc width=670 height=377]

L’intervento di Sebastiano Anastasi di Grande Catania ha sottolineato la carenza di investimenti del settore dei servizi sociali. “A Catania spiega – non abbiamo un’idea di welfare locale e se non esiste un piano di governance il piano di rientro travolgerà il settore dei servizi sociali. Un esempio è la vicenda degli asili nido con il goffo tentativo di modificare le rette all’ultimo momento. Non abbiamo un regolamento per la gestione dei servizi sociali”.

Carmelo Coppolino, di Grande Catania, sul tema degli asili ha sottolineato che “la delibera ha prodotto del personale comunale smembrato, infatti chi prima lavorava in un asilo da decenni ora si trova nei vigili urbani e in più molti delle cooperative collegate non sono stati confermati creando disoccupazione e disagi”.

Mentre parlano i consiglieri dall’ingresso di Palazzo degli Elefanti giungono le note dell’orchestra Falcone e Borsellino che chiede all’amministrazione comunale una sede dove poter fare lezione. La richiesta del gruppo e dei docenti è quella di utilizzare l’ex cinema Midulla, chiuso dal 2010, oppure alcuni spazi della manifattura tabacchi. I ragazzi hanno chiesto un incontro col sindaco che però non li ha potuti ricevere perché assente.

Quindi Enzo Bianco si ritrova con una media del 3 in pagella e assente. In compenso comunica parecchio: non si può dire che faccia scena muta!