Catania, errore grossolano del Comune poi il dietrofront in commissione bilancio

Catania, errore grossolano del Comune poi il dietrofront in commissione bilancio

CATANIA – Un errore milionario che poteva costare carissimo all’amministrazione e ai consiglieri che avevano approvato la delibera. La vicenda è emersa durante l’ultima seduta della commissione bilancio.

In pratica l’amministrazione aveva fatto approvare una delibera – lo scorso 29 maggio 2014 -, votata all’unanimità dai 27 consiglieri presenti, per il riconoscimento di un debito fuori bilancio ammontante a 1 milione e 600mila euro da pagare alla cooperativa sociale socio sanitaria Villa Serena di Siracusa a seguito di un decreto ingiuntivo.

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A chiedere il pagamento per il servizio residenziale in favore degli inabili svolto la stessa coop e l’amministrazione ha accolto il decreto ingiuntivo chiedendo di votare il provvedimento del riconoscimento del debito con urgenza “al fine di evitare ulteriori oneri” che si sarebbero creati a seguito del protarsi del contenzioso.

Però questa mattina in commissione Bilancio l’amministrazione ha smentito sé stessa proponendo una deliberazione ove si annulla in autotutela il riconoscimento del debito fuori bilancio di 1milione e 600mila euro.

Un clamoroso dietrofront: da un lato si chiede ai consiglieri di approvare il debito ma adesso si ritorna indietro perché esso non è liquidabile e potrebbe non esistere perché l’amministrazione si è opposta.

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Il contenzioso con la coop aretusea ha radici lontane: va dal 1998 sino al 2007. Però le ultime novità hanno portato l’amministrazione ad ammettere che il debito fuori bilancio non rientra “tra le lettere dell’articolo 194, comma 1, del decreto legislativo 267/2000”.

Il tutto avviene a pochi giorni dalla prossima seduta consiliare che vedrà la discussione in merito all’approvazione di nuovi debiti fuori bilancio. Sicuramente i consiglieri faranno le pulci a ogni singola delibera visto il rischio occorso in questo caso di dover rispondere di oltre 1 milione e mezzo di euro e non si preannunciano dei lavori fluidi e semplici.

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