Caso Riscossione Sicilia, ormai è guerra aperta fra Ardizzone e Crocetta

Caso Riscossione Sicilia, ormai è guerra aperta fra Ardizzone e Crocetta

PALERMO – Stamani, ancora fango sulla politica siciliana. È partita l’inchiesta su Riscossione Sicilia Spa, la società pubblica, al 99 per cento di proprietà della Regione Siciliana, che si occupa del recupero di debiti fiscali, retta dall’avvocato Antonio Fiumefreddo. Sono finiti sotto inchiesta 9 dipendenti della suddetta società con l’accusa di abuso d’ufficio in concorso continuato per un danno erariale di 390 mila euro. Nell’avviso di conclusione delle indagini pare che i deputati regionali Nello Musumeci, Nino D’Asero e Raffaele Nicotra risultano soltanto beneficiari.

Di riflesso la diatriba politica isolana si è infuocata ancora di più e non vi sono “pompieri” capaci di poter arginare un simile incendio. Crocetta minaccia l’Ars che non rimuoverà mai Fiumefreddo, perché è necessario che tutti gli imbrogli vengano a galla. Ardizzone, il presidente dell’Assemblea regionale, rintuzza dicendo che non merita alcuna risposta il presidente Crocetta, in quanto ha già presentato formale querela, a nome del Parlamento siciliano, nei confronti dell’amministratore di Riscossione Sicilia.

Ma dov’è la serenità sociale per affrontare una campagna elettorale regionale e coinvolgere più di 4 milioni di persone per andare al voto? E proprio “Le valanghe di fango”, come le definisce Ardizzone, chissà ancora per quanto tempo annebbieranno tutti coloro che vorranno cimentarsi nella corsa, sia a Palazzo d’Orleans che a Sala D’Ercole; valanghe di fango che non vengono buttate dalla magistratura o da altri estranei alla politica, ma dagli stessi concorrenti e Crocetta appare il massimo rappresentante, in quanto reduce dal fango che si è buttato addosso lui stesso, criminalizzando prima i forestali ed ora gli invalidi. Adesso lui spara sul mucchio.

Di certo c’è che sia la sinistra che la destra stanno facendo di tutto per perdere le elezioni e consegnare lo scettro del Governo siciliano a Giancarlo Cancelleri, o altro rappresentante del Movimento Cinque stelle. In termini più chiari, i grillini potranno affrontare una campagna elettorale tranquilla, viaggiando su strade di velluto e senza scossoni. Di riflesso, a livello nazionale, non è che cambi molto! D’Alema, Bersani, lo stesso Renzi da parte della sinistra, fanno concorrenza alla destra di Berlusconi, di Salvini, della Meloni e dello stesso Alfano. Vedremo quanto saranno bravi a consegnare l’Italia a Grillo e ai suoi seguaci!

Certo che la fine della vecchia politica falciata da tangentopoli, non ha avuto nessuna capacità di rigenerazione. Il decadimento fino a quando dovrà durare? E fino a quando dobbiamo rimpiangere, almeno in Sicilia, uomini come Rino Nicolosi?

Giuseppe Firrincieli

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