Frosinone rimane tabù per il Palermo: sconfitta di misura per gli uomini di Corini

Frosinone rimane tabù per il Palermo: sconfitta di misura per gli uomini di Corini

PALERMO – Il Palermo cade ancora a Frosinone. A distanza di più di quattro anni, i rosanero allo Stirpe devono inghiottire ancora una volta il boccone amaro della sconfitta.

Il risultato finale, 1 a 0 per gli uomini di Fabio Grosso, premia oltre misura i padroni di casa e punisce i rosanero rei di non aver saputo raddrizzare una partita difficile, ma non impossibile.


Tante le colpe degli uomini di Corini, ma tante anche le circostanze avverse che hanno portato ad una sconfitta che brucia.

Partiamo dalla colpa più grave: se non segna Brunori, non c’è nessuno capace di mettere la palla in rete. Ci ha provato tre volte Di Mariano, autore di una prestazione tutta sacrificio e generosità, e tutte e tre le volte ha fallito per imprecisione, mancanza di sangue freddo o bravura del portiere avversario. Ci ha provato Segre di testa, su cross ancora di Di Mariano, ma il pallone ha sfiorato il palo alla destra di Turati.

Altra colpa dei rosanero è stata quella di aver agevolato le furbizie degli avversari condizionati dal vezzo dell’arbitro di dispensare ammonizioni. Quattro per squadra sono state le ammonizioni comminate da Giua, di cui almeno tre prese dai giocatori del Palermo evitabili e, in ogni caso, poco convincenti: la prima ai danni di Mateju, la seconda a Bettella, appena entrato in campo in sostituzione di Marconi ammonito anche lui nei primi minuti di gioco, la terza all’85° ai danni di Segre per una protesta che ai più è sembrata timida.

Ieri, inoltre, non ha funzionato la costruzione dal basso che tante volte in passato era stata ben orchestrata e aveva aperto ottimi varchi per le punte.

Le condizioni avverse si sono materializzate al 44° del primo tempo, quando il Frosinone, facendo tesoro di una delle poche distrazioni difensive del Palermo, con Marconi superato in velocità dal pallone, è andato in gol con Moro, approfittando di una involontaria deviazione di Buttaro che ha messo fuori gioco Pigliacelli.

Fino ad allora le squadre si erano equivalse con i portieri che avevano corso pochi pericoli, con Brunori protagonista principale al 4° minuto con una pericolosa incursione nell’area avversaria sventata da Turati in uscita ed al 13° con un salvataggio sulla linea, a Pigliacelli battuto, su colpo di testa di Lucioni.

C’è da dire che dall’80° la partita ha dovuto assistere ai vizi soliti dei ciociari: a terra moribondi dopo il minimo contrasto o, in mancanza, in preda ai crampi.

Da segnalare il lancio di palloncini da parte del settore in cui erano assiepati i quasi quattrocento tifosi rosanero: sicuramente un’iniziativa ironica finalizzata a sdrammatizzare e a ridicolizzare la vicenda ben nota dei palloni in campo, ma che ha causato l’interruzione del gioco in un momento in cui il Palermo era in attacco e la conseguente perdita di tempo.

I cambi decretati da Corini, al 46° Bettella al posto di Marconi, al 54° Sala in sostituzione di Mateju, al 70° Damiani e Soleri per Stulac e Saric e, in ultimo, al 71° Floriano per Elia, con il passaggio al 4-2-3-1, hanno cambiato poco la fisionomia della gara anche se Floriano e Soleri hanno portato un po’ di vigore in campo.

Considerando che ci si avvia alla settimana di sosta del campionato, con il prossimo impegno dei rosanero previsto per sabato 1° ottobre, c’è tutto il tempo per superare la delusione di ieri e continuare nella fase di crescita di una squadra forte sulla carta, ma spesso ingenua e poco reattiva in campo.

La visita a Manchester, prevista per la settimana prossima, potrebbe servire a ricaricare le pile e a prendere contatto con un ambiente abituato a vincere.