PALERMO – “Siamo di fronte a una truffa di etichette. Questo non è un referendum sulla separazione delle carriere”. Lo ha detto Debora Serracchiani, responsabile Giustizia della segreteria nazionale del Partito Democratico, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa all’Assemblea Regionale Siciliana insieme al capogruppo dem Michele Catanzaro, per fare il punto sulla posizione del partito in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
Referendum sulla giustizia, le dichiarazioni di Serracchiani
“La separazione delle carriere esiste già dal 2022. La verità – ha affermato Serracchiani – è che qui si vuole smantellare la Carta costituzionale, ridurre il controllo di legalità che la magistratura esercita sull’azione di governo e consentire alla politica di avere le mani libere. Per questo noi diciamo no”.
Secondo l’esponente del Pd, il referendum non affronta i problemi reali del sistema giudiziario: “Non è un referendum sulla riforma della giustizia e non risolve nessuna delle criticità esistenti. Anzi, in alcuni casi rischia di aggravare la situazione”.
Serracchiani ha inoltre evidenziato la mancanza di interventi strutturali: “Non ci saranno stabilizzazioni, non ci saranno nuove assunzioni, non ci sono uffici giudiziari adeguati e mancano strumenti messi a disposizione della magistratura italiana”.
Infine un riferimento alle dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Nordio ha detto che questa riforma accelererà la durata dei processi, ma io penso che non sarà così”, ha concluso.



