Elezioni nazionali 2018, arrivano le prime reazioni: le parole di alcuni dei protagonisti

Elezioni nazionali 2018, arrivano le prime reazioni: le parole di alcuni dei protagonisti

PALERMO – Dopo la fine delle fasi di spoglio, diversi protagonisti di queste elezioni hanno voluto commentare la vittoria o la sconfitta. Atteggiamento completamente diverso tra Movimento 5 Stelle e centrodestra da una parte e centrosinistra dall’altra.

“Il voto di ieri ci consegna una sconfitta chiara per il Partito Democratico, una sconfitta bruciante. Di fronte a dati così netti, non si può che prendere atto di un fallimento che certamente fa male, anche alla luce dei risultati ottenuti in questi anni dai governi di Centrosinistra. Ma gli elettori hanno sempre ragione ed è evidente che il PD dovrà cambiare rotta”. Lo afferma il deputato uscente del Partito Democratico Giuseppe Berretta. “È stata una campagna elettorale difficile ma emozionante” – prosegue l’esponente dei Democratici, che ringrazia “tutti coloro che si sono impegnati al mio fianco, che mi hanno sostenuto e che mi hanno dato fiducia”.“Congratulazioni a Laura Paxia del Movimento 5 Stelle, che ha vinto nel collegio uninominale di Catania – conclude Berretta –. Spero che metta il massimo impegno nel rappresentare al meglio il nostro territorio”.

Giuseppe Berretta, Partito Democratico

“Il crollo del PD era ampiamente prevedibile. In Sicilia, Il disegno trasformista di Davide Faraone che puntava a relegare il partito a ruolo di stampella del governo Musumeci, in vista di un possibile inciucio nazionale con Forza Italia è stato punito pesantemente dagli elettori”. Lo dice Rosario Arcoleo, presidente della commissione Affari Generali del Comune di Palermo.

“Purtroppo la campagna acquisti negli ambienti del centrodestra ha rappresentato forse l’unico tratto caratterizzante della linea renziana in Sicilia, a scapito dei valori e dell’identità del partito. Ad esempio nei collegi uninominali di San Lorenzo e Monreale, dove sono stati imposti candidati provenienti dal centrodestra ed addirittura un ex fascista, le percentuali sono state ancora più deludenti. A Palermo l’effetto trascinamento del sindaco Leoluca Orlando non c’è stato: gli accordi di corrente fatti sulla pelle dei militanti hanno ucciso sul nascere ogni possibile spinta propulsiva. Infine, le umiliazioni a cui sono stati sottoposti i circoli territoriali durante la campagna elettorale hanno fatto il resto. Il sindaco di Palermo potrà ancora dare un importante contributo alla ricostruzione del centrosinistra in città se sarà capace di dialogare con tutte le sensibilità, dentro e fuori dal PD. Bisogna rifondare dal basso una comunità democratica ripartendo dai valori autentici del centrosinistra. Solo le dimissioni di Renzi e di tutto il gruppo dirigente che ha gestito in solitudine questa brutta pagina, potranno favorire una ricomposizione del campo progressista”.

Rosario Arcoleo, presidente della commissione Affari Generali del Comune di Palermo

“La Sicilia a guida Miccichè/Musumeci rovina la festa al centrodestra e al presidente Silvio Berlusconi”. Il Senatore Antonio d’Alì commenta così l’esito del voto delle elezioni Politiche.

“Per arginare l’ondata grillina occorrevano ben altre candidature, nei collegi ed ancor più nei listini. I Siciliani si sono invece trovati sulle schede nomi completamente distanti, territorialmente e rappresentativamente, dalle proprie legittime aspettative, nomi che nulla avevano da raccontare agli elettori, né un passato di cose buone fatte, né un progetto di cose buone da fare per la Sicilia. Paradossalmente l’unico a dire qualcosa per la Sicilia è stato il presidente Berlusconi, ma nessuno dei suoi rappresentanti è stato in grado di dare contenuti reali alla sua idea del “piano Marshall”. Peccato, bastavano scelte meno “condominiali” per portare a casa quei collegi, quelle percentuali e quegli eletti utili a determinare un quadro più solido di governabilità nazionale per il centrodestraQualcuno non ha compreso a dovere che la Sicilia è sempre determinante”.

“Speriamo che il presidente Berlusconi voglia finalmente mettere a fuoco ciò che veramente accade in Sicilia – prosegue d’Alì -, dove la recente vittoria alle regionali, che doveva essere il famoso traino per le elezioni politiche, è stata immolata sull’altare di un esecutivo ansimante e spesso distratto, e di una presuntuosa presidenza dell’ARS, che ha già sollevato il malcontento della maggior parte dei nostri parlamentari. Nel disastro spicca ancora una volta quale peggior risultato Siracusa, nonostante le continue attenzioni in termini di ministeri, pluricandidature, assessorati e spazi di potere interni al Partito. A Forza Italia in Sicilia occorre una nuova guida”.

Antonio d’Alì, Forza Italia

Sempre dal partito capeggiato da Silvio Berlusconi, arrivano anche le parole di Matilde Siracusano: “Forza Italia è la forza politica del centro destra in Sicilia: la nostra è la regione più azzurra d’Italia, con il 21% dei consensi – afferma -. I numeri raccontano di un sostegno forte del territorio ad un progetto politico che ha parlato di contenuti reali, che lo ha fatto oggi e lo fa dalla sua nascita. Un partito che, una volta al governo, ha sempre dato risposte importanti, anche e soprattutto al Meridione, notoriamente figliastro per i vari governi tecnici o di centrosinistra. S’impone adesso una seria riflessione sul futuro del nostro Paese che ha bisogno di certezze e progettualità e su quello del centrodestra il cui perno nel nostro territorio si conferma essere Forza Italia”.

Matilde Siracusano, Forza Italia

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