Tre anni senza Biagio Conte, dal ricordo di Schifani all’intitolazione di una via: “Patrimonio morale per tutta la comunità”

Tre anni senza Biagio Conte, dal ricordo di Schifani all’intitolazione di una via: “Patrimonio morale per tutta la comunità”

PALERMO – Tre anni senza Biagio Conte. Era il 12 gennaio 2023 quando la città di Palermo perse il suo segno sociale, il missionario laico diventato simbolo di speranza per i poveri e “gli ultimi“.

Tre anni dalla scomparsa di Fratel Biagio Conte

“Nel ricordare Fratel Biagio Conte a tre anni dalla sua scomparsa, la Sicilia rende omaggio a un uomo che ha fatto della solidarietà e della carità una scelta di vita – dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani -Il suo esempio rappresenta un patrimonio morale per tutta la nostra comunità e un invito costante a non voltarsi dall’altra parte. La Regione ne onora la memoria riconoscendo il valore di un impegno che continua a parlare alle coscienze e a indicare una strada di umanità e speranza“.

“Nell’ultimo anno della sua vita -dice Riccardo Rossi, che fu suo portavoce – Fratel Biagio, missionario che ha fondato a Palermo una comunità dove ha accolto in gratuità circa 1000 poveri, mentre viveva la sua condizione di malato oncologico, ha incontrato centinaia di giovani e scout di tutte le parti d’Italia, a cui oltre a dare coraggio, dava attenzioni nell’uso della rete attraverso cui era possibile incappare in trappole subdole, dalla pornografia, ai giochi pericolosi, al satanismo”.

La parola oltre la malattia

“Durante la sua malattia incontrava tante persone, molte preoccupate per lui e chi gli chiedeva una parola di conforto; lui era sempre per tutti, anche se sofferente. Non aveva e non amava molto il telefono, non ne portava mai uno con sé, tanto meno nei suoi pellegrinaggi a piedi; ma in quel periodo lo utilizzava tanto per contattare diverse persone. Vari i motivi, dava indicazioni ai volontari della missione, sentiva presbiteri e tanti benefattori, gente allettata che non poteva venire a trovarlo”.

Aveva sempre un pensiero per gli altri, anche quando avrebbe potuto pensare di più a lui stesso; si preoccupava che ci fosse sempre da mangiare per tutti – conclude Rossi- e contattava giornalmente mia moglie Barbara che si occupava del magazzino per capire quale prodotto mancava. Ebbene, nell’arco di uno, due giorni la provvidenza agiva e quel prodotto arrivava grazie ai donatori stimolati e per le sue efficaci preghiere”.

L’intitolazione dell’ex via Tiro a Segno

“L’intitolazione della ex via Tiro a Segno a frate Biagio Conte rappresenta un atto concreto e simbolico che sancisce l’avvio di un processo di riqualificazione urbana. La strada in questione si colloca tra due poli di rilevante interesse: da un lato via Archirafi, attualmente oggetto di trasformazione in area quasi pedonale nell’ambito del progetto per la cittadella universitaria; dall’altro, il collegamento verso piazza Sant’Erasmo, il cui porto riveste un ruolo sempre più centrale nello sviluppo turistico della città. Tale contesto di rinnovamento urbano coinvolge anche l’edificio sito al civico 60, noto come “eco-mostro”, abbandonato da oltre quarant’anni. L’amministrazione comunale ha manifestato l’intenzione di procedere al recupero della struttura, che, secondo quanto riferito dagli uffici competenti, presenta ancora le condizioni strutturali necessarie per essere ristrutturata e restituita alla collettività”.

“La destinazione dell’immobile potrà rispondere alla carenza di spazi comunali nella Seconda Circoscrizione, offrendo locali da destinare alle associazioni del territorio o, eventualmente, ospitando la sede della stessa Circoscrizione. Si tratterebbe di un segnale forte di rigenerazione urbana e di legalità, restituendo alla cittadinanza un bene sottratto al degrado e alla criminalità, con un impatto positivo anche sotto il profilo economico, evitando i costi di demolizione e la progettazione ex novo di un intervento alternativo“.

“Confido che l’assessore competente, in sinergia con l’amministrazione comunale e il consiglio, saprà individuare il percorso più idoneo per la valorizzazione di quest’area strategica”. Lo dichiara il presidente della II Circoscrizione, Giuseppe Federico.

Lagalla e Cannella

“Il legame tra Fratel Biagio Conte e la città di Palermo è profondo e indissolubile – ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla –. Intitolare questo tratto di strada, che conduce a uno dei luoghi simbolo della sua opera, significa rendere omaggio a una figura che ha saputo incarnare i valori più autentici della solidarietà e dell’altruismo. Fratel Biagio ha lasciato un segno indelebile nel tempo e nella coscienza collettiva della nostra comunità. Oggi la sua missione continua grazie all’impegno della Missione Speranza e Carità e di don Pino Vitrano, nel solco di una testimonianza che la città intende custodire e sostenere, restando vicina ai bisogni degli ultimi e accanto a don Pino e alla Missione l’amministrazione comunale ha il dovere di restare“.

“Per il vicesindaco e assessore alla Toponomastica Giampiero Cannella, “La toponomastica non è soltanto un atto formale, ma uno strumento di memoria e di identità collettiva. Dedicare una strada a Fratel Biagio Conte significa consegnare alle generazioni presenti e future il ricordo di un uomo che ha saputo trasformare la carità in azione quotidiana e concreta. È un riconoscimento doveroso a una figura che ha reso Palermo una città più umana e solidale, e che continuerà a ispirare il nostro impegno civico e istituzionale“.