PALERMO – Confermata la condanna a un anno di reclusione e l’interdizione temporanea dagli uffici pubblici per i due poliziotti che – per conto del professore Gaspare Gulotta – avrebbero consultato dati privati del dottor Giovanni Zabbia, genero del docente.
Nello specifico, sono finiti nei guai Gaspare Cusumano – medico superiore della Polizia in servizio al reparto Mobile di Palermo, con incarico di dirigente sanitario – e Salvatore Bosco, poliziotto al centro operativo DIA di Palermo.
Guai per i poliziotti che hanno “spiato” il genero del professore Gulotta
Secondo quanto si apprende, i due imputati avrebbero effettuato indagini private nei confronti dell’ex genero del professor Gaspare Gulotta, il dottor Giovani Zabbia, e della sua famiglia.
L’indagine sarebbe nata in maniera incidentale, in seguito all’ascolto delle intercettazioni che la Procura ha svolto nell’ambito dell’indagine “Università Allegra“, che aveva portato all’arresto di Gulotta.
In particolare, dalle indagini è emerso come il docente volesse acquisire elementi volti a mettere in cattiva luce la figura dell’ex genero. Il gup aveva riconosciuto la penale responsabilità dei due imputati, che avevano scelto il giudizio abbreviato, ma non aveva condannato gli stessi al risarcimento del danno in favore della parte civile.
Riconosciuto il risarcimento a Zabbia
La sentenza, appellata dagli imputati ma anche dalla parte civile (proprio in ragione del mancato riconoscimento del risarcimento del danno), è stata confermata in ordine al riconoscimento della responsabilità dei due imputati.
Ma la Corte, accogliendo l’appello degli avvocati Motisi e Calafiore, ha riconosciuto al dottor Zabbia il risarcimento del danno subito.
Fonte foto Ansa Sicilia



