Spari allo Zen, il sacerdote della parrocchia colpita: “Evidentemente diamo fastidio a qualcuno”

Spari allo Zen, il sacerdote della parrocchia colpita: “Evidentemente diamo fastidio a qualcuno”

PALERMO – “Questa mattina abbiamo trovato il portone della parrocchia squarciato da colpi d’arma da fuoco, la conferma che non si tratta di bravate e che la situazione è fuori controllo. Evidentemente quello che fa la Chiesa nel quartiere Zen dà fastidio a qualcuno“.

“Chiediamo alle istituzioni di intervenire in modo più organico”, continua don Giannalia. “Qualcuno si sente impunito e con questi gesti prova a sfidare lo Stato e quanti rifiutano la violenza. Allo Zen non servono proclami ma soluzioni, bisogna porre rimedio al mare di illegalità, allo spaccio e alla violenza di cui si fa apologia. Non sappiamo chi siano i responsabili di questi gesti ma pensiamo si tratti di ragazzi pilotati da adulti“.

L’intervento dell’arcivescovo di Palermo

A intervenire sull’accaduto è stato anche l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice: “Se è vero che colpire una chiesa è un gesto esecrabile perché ferisce un’intera comunità, oltre ad evidenziare un disagio verso il quale l’impegno della chiesa, delle istituzioni e delle realtà che operano per il bene comune non può conoscere cedimenti, di fronte a questa nuovo indegno attacco, che colpisce e danneggia addirittura l’aula nella quale si celebra la liturgia, alziamo la voce con forza nei confronti di chi crede di intimidire e di far indietreggiare l’annuncio coraggioso del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale del quartiere”.

Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umano.  Chi usa violenza – aggiunge – non è un uomo, è un bruto, un mostro. Rinnoviamo il nostro appello a tutti coloro che ne hanno il ruolo di continuare a mettere in campo un’azione sinergica che preveda, oltre ad una costante e decisa attività di controllo del territorio, una lungimirante politica urbanistica su questi quartieri della città, unitamente a una rinnovata progettualità educativa e di cura delle persone, affinché i semi di speranza piantati recentemente nel cuore di questo quartiere, periferia geografica ma non umana di Palermo, possano portare frutti abbondanti di rigenerazione. La Chiesa palermitana continuerà a dare con creativo coraggio il suo apporto”.

L’arcivescovo ha concluso affermando la sua vicinanza a padre Giovanni e incoraggiandolo a proseguire con il suo impegno parrocchiale.

Fonte foto Ansa Sicilia