Sindacati, emergenza Coronavirus e Pubblica Amministrazione: “In ufficio solo attività indifferibili”

Sindacati, emergenza Coronavirus e Pubblica Amministrazione: “In ufficio solo attività indifferibili”

PALERMO – “Si devono mantenere sul posto di lavoro solo ed esclusivamente i lavoratori che svolgono attività indifferibili. Tutta l’attività del resto del personale deve essere svolta in modalità smart che in questa circostanza emergenziale deve intendersi esclusivamente al fuori del luogo di lavoro e nella propria abitazione”.


Lo scrivono in una nota i sindacati Cobas-Codir, Sadirs, Dirsi e Ugl-Fna, spiegando che “la chiara presa di posizione della ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone. e l’odierna direttiva della Funzione pubblica regionale non dà più alibi a quei burocrati che, a qualsiasi livello, si ostinano a non applicare immediatamente i percorsi che mettono al primo posto la salute pubblica e dei lavoratori nell’emergenza Covid-19″.

I sindacati autonomi ricordano che “fino alla fine dell’emergenza il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni. E ribadiscono di avere “intimato e diffidato i legali rappresentanti e dirigenti delle amministrazioni regionali, degli enti regionali e delle società collegate (ove non avessero già provveduto) a dare attuazione immediata all’art. 87 del D.L. 17 marzo 2020 n.18, collocando con provvedimento immediato tutto il personale in attività di servizio in forma agile nel proprio domicilio”.


“Qualora non sia possibile ricorrere al lavoro agile, anche nella forma semplificata, i dirigenti dovranno utilizzare tutte le forme contrattualmente previste di assenza giustificata e retribuita dal lavoro, cioè esentare il personale dipendente dal servizio. In questo caso il periodo di esenzione dal servizio costituirà servizio prestato a tutti gli effetti di legge e l’amministrazione non corrisponderà l’indennità sostitutiva di mensa ove prevista”, aggiungono.

I sindacati autonomi sottolineano quindi che “tutte le Amministrazioni inadempienti saranno ritenute responsabili dell’eventuale danno alla salute pubblica, con conseguenti azioni in sede amministrativa e giudiziaria”.

Immagine di repertorio