Schiamazzi dall’oratorio, parrocchia condannata: 45mila euro ai condomini

Schiamazzi dall’oratorio, parrocchia condannata: 45mila euro ai condomini

PALERMO – Dopo dieci anni di battaglie legali, il Tribunale di Palermo ha condannato la parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, situata in via Filippo Parlatore, a risarcire con 45mila euro un gruppo di condomini disturbati dai rumori provenienti dall’oratorio.

La decisione è stata assunta lo scorso novembre dal giudice Filippo Lo Presti, ponendo fine a una vicenda iniziata nel 2015.

Il rifiuto della conciliazione

Nel corso del procedimento era stato tentato un accordo bonario. Ad aprile, la parrocchia aveva proposto un risarcimento di 5 mila euro, offerta però respinta dai residenti, che hanno scelto di proseguire l’azione giudiziaria.

Rumori continui fino a tarda sera

I condomini del civico 42 di via Parlatore, le cui abitazioni si affacciano sull’atrio parrocchiale, hanno denunciato disturbi costanti causati dalle attività ricreative di bambini, ragazzi e adulti.

Secondo quanto emerso in giudizio, i giochi si sarebbero svolti ogni giorno dalle 16 alle 20, con prolungamenti nei fine settimana fino a mezzanotte, compromettendo la quiete domestica.

Le prescrizioni del tribunale e i rumori persistenti

Nel 2019, nel tentativo di limitare i disagi, il tribunale aveva imposto una serie di prescrizioni molto puntuali:

  • attività ricreative non oltre le ore 20;
  • utilizzo di un solo pallone, indicandone persino la marca (Supersantos);
  • sospensione dei giochi nel mese di agosto;
  • installazione di barriere in gommapiuma sui muri per attenuare i rumori.

Misure che, secondo i residenti, non hanno risolto il problema, con il protrarsi dei disturbi.

Danni psicologici e svalutazione degli immobili

Nel corso del processo, i condomini hanno prodotto perizie tecniche, testimonianze, fatture di psicoterapeuti e prescrizioni di antidepressivi, a sostegno del disagio subito nel tempo.

Il giudice ha riconosciuto:

  • il danno materiale, legato alla riduzione del valore degli appartamenti;
  • i costi per la sostituzione degli infissi;
  • il danno non patrimoniale, connesso allo stress e al disagio psicologico.

La funzione sociale del gioco non basta

La parrocchia ha rivendicato nel corso del giudizio la funzione sociale e educativa delle attività ludiche, ma il tribunale ha ritenuto prevalente il diritto alla quiete e alla salute dei residenti, chiudendo definitivamente il contenzioso con la condanna al risarcimento.