PALERMO – Una condanna che pesa come un macigno sui conti di una comunità parrocchiale. La parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù di Palermo è stata condannata dal Tribunale a risarcire con 45mila euro il condominio confinante, a seguito di una lunga vicenda giudiziaria legata ai rumori provenienti dall’oratorio.
La causa era stata avviata nel 2015 e si è conclusa nei giorni scorsi con la decisione dei giudici.
La scelta della sottoscrizione
Per far fronte all’importo stabilito dal Tribunale, la parrocchia ha deciso di lanciare una sottoscrizione rivolta ai fedeli e a chiunque voglia sostenere la comunità.
A firmare l’appello sono don Gabriele Tornambè, don Gianpiero Cusenza e don Emilio Cannata, parroci della chiesa di via Parlatore.
Il silenzio dopo la sentenza
In una lettera indirizzata alla comunità, i sacerdoti spiegano di aver scelto inizialmente la via della discrezione:
“Abbiamo ritenuto opportuno custodire nel silenzio quanto è scaturito dalla diffusione della notizia relativa alla sentenza del Tribunale di Palermo, che ha coinvolto anche la nostra piccola comunità parrocchiale, prevedendo un significativo risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali in favore dei promotori dell’azione legale”, scrivono i parroci.
Un passaggio in cui emerge anche la consapevolezza delle tensioni che possono nascere in situazioni simili:
“Siamo consapevoli che, quando sorgono incomprensioni, esiste il rischio che si alimentino anche di questioni di principio. La porta della nostra chiesa è e rimane aperta a tutti, senza distinzione, ai piccoli come agli adulti”.
“Siamo una famiglia”: l’appello alla solidarietà
La decisione di chiedere aiuto nasce, spiegano i parroci, da una difficoltà concreta nel reperire le somme richieste, già sollecitate dai legali dei condomini:
“Poiché ci riteniamo e siamo una famiglia, sentiamo il bisogno di aprirvi il nostro cuore circa la concreta difficoltà nel far fronte alle somme richieste, già comunicate e sollecitate dai legali degli attori”.
E infine l’appello alla generosità, affidato a parole semplici:
“Come accade in ogni famiglia, questo tempo chiede sacrificio ma anche l’affidamento alla generosità di quanti, secondo le proprie possibilità, vorranno contribuire nel silenzio e nella discrezione. Ringraziamo di cuore per la vicinanza e il sostegno che ci avete manifestato in tanti”.
Una vicenda che divide
La sentenza e la successiva raccolta fondi hanno acceso il dibattito in città, tra chi difende il diritto al riposo dei residenti e chi sottolinea il valore sociale ed educativo degli oratori nei quartieri urbani.
Intanto, la parrocchia prova a chiudere una pagina difficile affidandosi alla solidarietà della comunità.




