Rapinatore seriale seminava il panico fra i giovani della movida: in manette un noto pregiudicato

Rapinatore seriale seminava il panico fra i giovani della movida: in manette un noto pregiudicato

PALERMO – La Polizia di Stato ha arrestato l’autore di due rapine a un passante, perpetrate sulle strade della “movida” a fine agosto.


Per quelle rapine, gli agenti hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare domiciliare nei confronti di un 23enne pregiudicato della zona di San Lorenzo.

All’individuazione dell’autore del reato i poliziotti della sezione Contrasto al crimine diffuso”sono giunti al culmine di una laboriosa indagine, dando prova di una profonda conoscenza delle dinamiche criminali cittadine e dopo avere effettuato un accurato screening di pregiudicati di specie.


I due fatti criminali sono avvenuti con identiche modalità, le sere del 21 e del 22 agosto scorso, ad opera di un singolo rapinatore.

Sin dalle fasi iniziali delle indagini, è apparso chiaro come i due episodi, per circostanze di tempo, luogo e dinamiche delle aggressioni, fossero riconducibili allo stesso autore. Nel caso della prima rapina, la vittima sarebbe stata avvicinata in via Roma, all’altezza delle Poste Centrali e sarebbe stata minacciata con un coltello a serramanico così da ottenere 50 euro.

Nel secondo caso, il malcapitato, anche in questa circostanza un giovane frequentatore della movida cittadina, sarebbe stata avvicinato in piazza Verdi dall’aggressore che gli avrebbe chiesto del denaro, adducendo minacciosamente di essere “pericoloso e pregiudicato”. Il malcapitato sarebbe riuscito a seminare il malvivente trovando rifugio in un pub di via Chiavettieri ma, all’uscita, avrebbe visto il suo aggressore pronto a attenderlo e a reiterare le minacce.

A quel punto il giovane non avrebbe avuto alcuna possibilità di sottrarsi se non quella di consegnare un esiguo bottino. Un importante indirizzo al corso delle indagini degli agenti è stato fornito dalle stesse vittime che hanno segnalato agli inquirenti numerosi tatuaggi dell’aggressore, rivelatisi fondamentali segni di riconoscimento.

Dalle compiute descrizioni delle vittime, i poliziotti hanno ritenuto di riconoscere il pregiudicato la cui effigie è stata sottoposta alle parti offese. Si è così giunti al riconoscimento e all’esecuzione del provvedimento di custodia cautelare domiciliare.

Immagine di repertorio