Palermo, inchiesta sulla sanità: arresti e interdizioni per corruzione e falsi certificati d’invalidità

Palermo, inchiesta sulla sanità: arresti e interdizioni per corruzione e falsi certificati d’invalidità

PALERMO – Una nuova inchiesta per corruzione nella sanità ha scosso Palermo. Un presunto sistema corruttivo legato al riconoscimento di invalidità e alla gestione di forniture ortopediche nella sanità pubblica è al centro di una vasta indagine della Procura di Palermo. Nei giorni scorsi la Polizia di Stato, attraverso la Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile, ha eseguito un’ordinanza del GIP di Palermo che dispone misure cautelari coercitive e interdittive nei confronti di pubblici ufficiali e imprenditori ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di corruzione e di reati contro la pubblica amministrazione in ambito sanitario.

Arresti domiciliari per tre indagati: sequestrati oltre 1,2 milioni in contanti

Tra i destinatari della misura più afflittiva, gli arresti domiciliari, figura un “facilitatore” di pratiche per il riconoscimento di stati invalidanti. Durante una perquisizione delegata dalla Procura, nei giorni scorsi, gli investigatori avevano sequestrato oltre 1 milione e 200 mila euro in contanti, trovati confezionati in mazzette e nascosti in scatole, anche in un ulteriore immobile nella disponibilità dell’indagato e persino all’interno dell’auto in uso.

Ai domiciliari sono finiti anche un medico ortopedico dell’ASP e un imprenditore del settore delle forniture ortopediche. Per entrambi il giudice ha disposto anche misure interdittive, legate allo svolgimento delle rispettive attività, per la durata di un anno.

Obbligo di firma e divieto di esercitare pubblici uffici

L’ordinanza prevede inoltre:

  • obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

  • divieto di esercitare un pubblico ufficio o servizio (per un anno)

nei confronti di un fisiatra dell’ASP e di una neuropsicologa. Una misura analoga, sempre per un anno, è stata applicata anche a un imprenditore ennese attivo nel settore delle forniture ortopediche.

Inchiesta sulla sanità a Palermo per corruzione: intercettazioni e pedinamenti tra 2024 e 2025

Il provvedimento trae origine da richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura sulla base delle indagini svolte dalla Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile tra il 2024 e il 2025.

Le investigazioni – supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre a servizi di osservazione e pedinamento – avrebbero fatto emergere un meccanismo illecito strutturato, imperniato sulla figura di un faccendiere, finalizzato a condizionare l’esito delle procedure per ottenere benefici assistenziali attraverso certificazioni ritenute false rilasciate da specialisti in strutture sanitarie pubbliche.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il “facilitatore”, formalmente un venditore porta a porta, avrebbe agito come tramite tra una rete di clienti e sanitari compiacenti, dimostrando familiarità con i passaggi amministrativi necessari a ottenere riconoscimenti di invalidità.

I presunti pagamenti: da 1.500 a 7.000 euro per pratica

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, dopo l’istruttoria delle pratiche l’uomo avrebbe cercato di far intervenire un dirigente medico, che in cambio di denaro avrebbe orientato i giudizi delle commissioni preposte.

Nel corso degli interrogatori preventivi, l’autorità giudiziaria ha valorizzato il comportamento ritenuto collaborativo del “facilitatore”, che avrebbe indicato il quantum dei compensi versati e la percentuale richiesta ai clienti: tra 1.500 e 7.000 euro per pratica, secondo la contestazione.

Ortopedico e forniture: pazienti indirizzati verso imprenditori “amici”

L’inchiesta documenterebbe anche episodi corruttivi legati alle forniture ortopediche. In particolare, due imprenditori avrebbero avvicinato l’ortopedico dell’ASP che, in cambio di denaro e perfino di pregiati crostacei, avrebbe indirizzato i pazienti verso specifici fornitori per l’acquisto di dispositivi a carico del Servizio sanitario regionale.

Le dichiarazioni rese dall’ortopedico e dagli imprenditori, secondo gli inquirenti, sarebbero state ritenute contraddittorie e non compatibili con intercettazioni e riscontri investigativi.

Il sequestro: “sproporzione” tra redditi e somme trovate

Il GIP ha inoltre disposto il sequestro preventivo della somma rinvenuta nella disponibilità del “facilitatore”, evidenziando una macroscopica sproporzione tra i redditi dichiarati e il denaro trovato. Il giudice ha convalidato il provvedimento già adottato d’urgenza dalla Squadra Mobile.