Inchiesta sul Clan della Resuttana: quattro condanne a Palermo

Inchiesta sul Clan della Resuttana: quattro condanne a Palermo

PALERMO – Oggi il tribunale di Palermo ha inflitto quattro condanne per estorsione nel processo legato al clan mafioso della Resuttana.

Gli associati al clan, ora condannati, sono Giuseppe D’Amore e Mario Muratore, che dovranno scontare 13 anni di reclusione, Francesco Balsameli (11 anni) e il notaio Sergio Tripodo (2 anni e 2 mesi).

Nel luglio del 2023 un’inchiesta portò all’adozione di 18 misure cautelari, colpendo il clan della Resuttana, uno dei più influenti del capoluogo. In alcune intercettazioni effettuate gli uomini d’onore parlavano in questi termini dei vertici della cosca: “Hanno una città nelle mani“.

Tra gli arrestati c’era anche il boss Salvatore Genova, tornato ai vertici del clan dopo la scarcerazione e processato separatamente. Secondo gli investigatori, insieme al suo uomo di fiduciaSergio Giannusa, gestiva le “messe a posto” dei commercianti a cui estorcevano il pizzo.

Si parla di crimini che vanno dall’estorsione alla gestione di imprese intestate a prestanome. Sospettate anche le agenzie di pompe funebri attorno all’ospedale Villa Sofia e alcune attività economiche, come gelaterie e ristoranti, poi sequestrate.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, ha evidenziato anche i rapporti tra il clan e ambienti professionali. Tra questi il notaio Sergio Tripodo che, secondo gli investigatori, si sarebbe rivolto ai boss per fare pressioni sugli inquilini di alcuni immobili da lui acquistati affinché liberassero gli appartamenti.