PALERMO – Un presunto debito di circa 2.000 euro per una partita di droga sarebbe all’origine dell’omicidio di Gabriele Citrano, 33 anni, originario di Palermo ma residente a Pisa, ucciso a coltellate a Firenze in via Reginaldo Giuliani.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’incontro – che doveva servire a chiarire una questione economica – si sarebbe trasformato in una violenta rissa culminata con l’accoltellamento della vittima.
Tre arresti e accuse pesanti
Per l’omicidio sono stati arrestati Giacomo Mancini, 52 anni, della provincia di Lucca; Antonio Corvino, 31 anni, di Viareggio; e Gabriele Atzeni, 34 anni, fiorentino.
La Procura, a vario titolo, ipotizza i reati di rissa aggravata, lesioni aggravate e omicidio.
Quando i carabinieri sono intervenuti nell’appartamento, la colluttazione sarebbe stata ancora in corso. I militari avrebbero estratto le armi di ordinanza per riportare la situazione sotto controllo.
La dinamica: inseguimento e aggressione
Secondo quanto emerso, Corvino – ritenuto il debitore – sarebbe stato contattato per un incontro nei pressi della stazione di Rifredi. Sul posto avrebbe trovato Citrano e Mancini.
La discussione sarebbe rapidamente degenerata. Corvino avrebbe tentato la fuga, ma sarebbe stato raggiunto e aggredito. Dopo un primo scontro all’esterno dell’edificio, la violenza si sarebbe spostata all’interno dell’appartamento al piano terra, dove il conflitto è proseguito fino all’arrivo dei carabinieri.
Il bilancio finale è di un morto e tre feriti da arma da taglio.
Sequestri di droga e accertamenti
Nel corso delle perquisizioni nell’abitazione di Pisa condivisa dalla vittima e da uno degli arrestati, i militari avrebbero sequestrato oltre 100 grammi di Pv (sostanza sintetica), 150 grammi di eroina, 70 grammi di ketamina e 150 grammi di marijuana.
Sono previsti esami tossicologici sia sul corpo della vittima sia sugli indagati, mentre l’autopsia sarà conferita nei prossimi giorni.
Le indagini proseguono per chiarire tutti i dettagli dell’accaduto e accertare eventuali ulteriori responsabilità. Resta ferma la presunzione di innocenza per gli indagati fino a sentenza definitiva.



