PALERMO – Beni per due milioni di euro sono stati sequestrati nell’ambito dell’operazione “Verbero” dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo, con la collaborazione dei carabinieri e del Servizio centrale investigazioni sulla Criminalità organizzata delle Fiamme gialle di Roma.
Il provvedimento d’urgenza, disposto dalla Dda e convalidato dal Gip, ha imposto i sigilli a beni riconducibili a otto indagati ritenuti contigui alle famiglie mafiose di Pagliarelli, Corso Calatafimi e Villaggio Santa Rosalia.
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Beni mobili e immobili: un centro scommesse di Carini, una sala giochi a Palermo, un bar, un appartamento, quattro auto e una moto.
Le investigazioni hanno dimostrato come gli indagati facessero ricorso a prestanome o ad alcuni familiari, cui sono stati intestati fittiziamente beni o attività commerciali.
I successivi approfondimenti hanno evidenziato una netta sproporzione tra il tenore di vita dei falsi intestatari e i loro redditi ufficiali. È così scattato il sequestro, eseguito preventivamente e in via d’urgenza per impedire che le persone coinvolte potessero liberarsi della proprietà dei beni.



