Cani e petardi: piccola guida per la (loro) sopravvivenza

Cani e petardi: piccola guida per la (loro) sopravvivenza

Cani e petardi: piccola guida per la (loro) sopravvivenza

PALERMO – Viviamo, in questi giorni di festività, un momento molto delicato per i nostri amici cani a causa di botti e petardi vari, che mai fanno loro piacere e spesso sono fonte di vero e proprio panico, con conseguenze a volte disastrose per loro ma anche per noi.


I cani sono dotati di un udito sensibilissimo e il rumore di un petardo è davvero molto fastidioso, spesso ci dimentichiamo di ciò, ma lo stress che generano i botti di fine anno è enorme su ognuno di loro, anche se apparentemente vi può sembrare che ne siano del tutto indifferenti. Quindi se proprio non potete fare a meno di festeggiare a suon di petardi, fatelo lontano dal vostro amico, e comunque assicuratevi che sia in un luogo sicuro e al riparo. Non solo il rumore può essere dannoso, ma anche eventuali bruciature o gravi lesioni causate dallo scoppio.

Ecco perché è fondamentale tutelare i nostri cani, adottando una serie di accorgimenti per rendere meno traumatico possibile il passaggio dal vecchio al nuovo anno:


  1. Non lasciare i cani in giardino, in balcone e tantomeno vicino ai luoghi in cui vengono fatti esplodere i petardi.
  2. Non lasciarli da soli, in modo da prevenire eventuali incidenti causati dalla paura. Basterà far sentire loro la propria presenza senza essere troppo premurosi visto che l’eccesso di coccole e attenzioni potrebbe essere interpretato come la spia di una situazione pericolosa.
  3. Attutire il più possibile i rumori provenienti dall’esterno alzando il volume del televisore, chiudendo porte e finestre.
  4. Lasciare che si rifugino dove meglio credono, concedendo loro la possibilità di nascondersi in luoghi generalmente proibiti.
  5. Tenerli saldamente al guinzaglio se si è fuori a passeggio nei giorni “caldi”, per evitare fughe improvvise.

Qualora ci si rendesse conto che il proprio cane ha una sensibilità spiccata, potrebbe essere utile chiedere consiglio ad un veterinario. Si potrà optare per una terapia comportamentale o farmacologica, anche se l’affetto e l’attenzione da parte del padrone nella maggior parte dei casi bastano da soli a superare i momenti critici.

Immagine di repertorio