PALERMO – Aumento Iva: a causa delle maggiori aliquote, per comprare un paio di jeans serviranno quasi 5 euro in più, per un’auto addirittura 619 euro.
Da maggiori aliquote 2020-2021 e ritocco accise, stangata complessiva da 1.200 euro a famiglia, ecco come cambieranno i prezzi al dettaglio per i beni di largo consumo.
Sempre più inquietante la prospettiva di un eventuale aumento dell’Iva, dopo la crisi di Governo che mette seriamente a rischio la possibilità di adottare, entro i necessari tempi tecnici, le misure per reperire i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote, ma anche delle accise sui carburanti.
Le clausole di salvaguardia non prevedono solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’Iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5%. Per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’anno.
“Accise più alte equivalgono a più elevati costi dei carburanti, con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma”, avverte il Codacons.
Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, dunque, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia.
Quindi per esempio se oggi, con l’Iva al 22% il dentifricio ha un prezzo medio di 2,70 euro, nel biennio in questione con l’Iva al 26,5% raggiungerebbe un prezzo medio di 2,80 euro. La stessa cosa si verificherebbe col bagnoschiuma, oggi a 2,30 (prezzo medio) nel 2020-21 arriverebbe a costare 2,39 euro. Variazioni che avrebbero un’incisione notevole sui consumi delle famiglie.
Ecco di seguito alcuni esempi:

Fonte immagine Freepik




