PALERMO – Il pullman del Palermo Calcio è stato bersagliato da bombe carta e altri oggetti nella notte tra domenica 29 e lunedì 30 dicembre, mentre a bordo si trovavano alcuni giocatori della squadra. L’episodio si è verificato nei pressi di Carini, causando la rottura di alcuni vetri del mezzo.
La dinamica dell’agguato al pullman del Palermo Calcio
Secondo le prime ricostruzioni, il pullman, rientrato a Palermo dopo la trasferta contro il Cittadella (persa 2-1), è stato bloccato da un centinaio di tifosi all’altezza di Carini. Gli aggressori hanno lanciato petardi, fumogeni, pietre e bombe carta contro il mezzo. L’autista, resosi conto del pericolo, ha invertito la rotta e fatto ritorno all’aeroporto Falcone Borsellino. Alcuni giocatori, impossibilitati a raggiungere le proprie auto posteggiate nel centro sportivo di Torretta, hanno lasciato l’aeroporto in taxi.
La reazione della società
In una nota ufficiale, il Palermo FC ha condannato fermamente l’episodio: “Il Palermo FC condanna duramente l’agguato al pullman della prima squadra, che trasportava calciatori, staff e dirigenti, avvenuto lungo il tragitto tra l’aeroporto Falcone Borsellino e il Palermo CFA. Il club ha sempre rispettato ogni forma civile di contestazione da parte della tifoseria. Questo inquietante episodio non solo ferisce la dignità delle persone coinvolte, ma offende anche la reputazione del Palermo FC, della città di Palermo e dei suoi cittadini”.
Le parole del sindaco
Anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha espresso solidarietà: “Condanno fermamente l’agguato subito stanotte dal pullman del Palermo FC, a bordo del quale erano presenti squadra, staff tecnico e dirigenti. Esprimo loro la vicinanza dell’amministrazione comunale. Nessun gesto simile può essere giustificato. Sono certo che questo episodio non rappresenti il comportamento dell’intera tifoseria rosanero, da sempre nota per il suo fair play. Ma sia il frutto dell’azione di pochi soggetti, che spero vengano presto individuati dalle forze dell’ordine”.
L’episodio, definito inquietante dalla società e dalle istituzioni, è attualmente al vaglio delle autorità. Si cercherà di individuare i responsabili di un gesto che ha turbato l’intera comunità sportiva.