Covid in Sicilia, ogni positivo contagia una persona e mezzo. Il Prefetto: “Facciamo di tutto per abbassare la curva”

Covid in Sicilia, ogni positivo contagia una persona e mezzo. Il Prefetto: “Facciamo di tutto per abbassare la curva”

PALERMO – L’impennata di contagi in Sicilia preoccupa e non poco e la seconda ondata sembra essere – a livelli di numeri – più incidente rispetto a marzo. A tal proposito, anche Musumeci è intervenuto annunciando tutte le future mosse per prevenire un altro lockdown o un “ritorno al passato”.


La situazione forse peggiore si registra a Palermo e a Catania. In entrambe le città, infatti, sono scattate già le prime “zone rosse” e, secondo uno studio del team di ricercatori di Statistica, pare che il virus in Sicilia stia crescendo dell’8,01% e ogni positivo contagerebbe una persona e mezza.

Numeri elevatissimi, sebbene siano in aumento anche il numero di tamponi effettuato rispetto alla prima ondata di contagi. L’indice Rt, tra l’altro, sarebbe tra i più alti d’Italia e la curva di crescita dei contagi in Sicilia sarebbe simile a quello del Veneto, una delle più colpite da marzo in poi dopo la Lombardia che si ancora ha il triste primato.


Non si esclude, soprattutto a Palermo, un’ordinanza in alcune zone della città entro venerdì ricordando la necessità del distanziamento e puntando su maggiori controlli per individuare eventuali trasgressori.

Il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani ha annunciato: “Nei prossimi giorni dopo ulteriori valutazioni sia in alcune zone di Palermo che nelle palestre e piscine sarà emesso un provvedimento sindacale, ma condiviso con la prefettura e le autorità sanitarie che andrà verso un rafforzamento dei controlli. La curva si sta alzando, c’è preoccupazione ma c’è la possibilità e bisogna fare di tutto per abbassarla“.

Bisogna iniziare uno screening di massa della popolazione e domani ci sarà un incontro tra i sindaci e l’assessore per stabilire le modalità. Si deve potenziare la ricerca dei positivi prima che arrivino in ospedale così da limitare l’afflusso nei Pronto Soccorso e nelle Terapie Intensive“, aggiunge.

Immagine di repertorio