MISILMERI – La salma di Sara Campanella, la studentessa uccisa lo scorso 31 marzo a Messina dal collega universitario Stefano Argentino, è arrivata oggi a casa, a Portella di Mare (frazione di Misilmeri). Profonda commozione e dolore hanno accompagnato il corteo che ha attraversato Palermo, Villabate e Misilmeri, dove centinaia di cittadini si sono stretti attorno alla famiglia.
Lunedì 7 aprile si terranno i funerali nella chiesa di San Giovanni Battista; la celebrazione avrà inizio alle 11 e sarà presieduta dall’Arcivescovo Don Corrado Lorefice.
Il primo cittadino palermitano, Roberto Lagalla, ha proclamato il lutto nei Comuni della Città metropolitana di Palermo. Il sindaco ha spiegato che, con questo atto, “l’amministrazione metropolitana intende interpretare in modo solenne il sentimento di profondo dolore di tutta la comunità della città di Palermo e del territorio della provincia. Una comunità che lunedì, nella giornata di lutto, ricorderà anche la tragica scomparsa di Laura Papadia, anche lei palermitana come Sara, uccisa a Spoleto dal marito”.
La scorsa sera si è concluso l’esame autoptico della 22enne: cinque dannate coltellate tra schiena e collo, una che ha reciso la giugulare (risultando letale) e un’altra ha perforato un polmone.
Nel frattempo, arrivano le parole di Stefano Andolina, avvocato di Argentino, che ha spiegato che sono quattro giorni che l’assassino reo confesso “non mangia, non beve e insiste nella propria volontà di voler morire“.
Andolina ha riferito di aver trovato un ragazzo “molto, ma molto provato. È come lo ha descritto la mamma (Daniela Santoro): molto introverso, molto chiuso, parla poco ed è sotto shock“.
Nel corso delle indagini è emerso un dettaglio che ha scosso l’opinione pubblica: la madre dell’assassino ha ammesso spontaneamente ai carabinieri di aver aiutato il figlio a fuggire. Quest’ultimo l’avrebbe chiamata nel pomeriggio del delitto, affermando di sentirsi disperato, di aver fallito nella vita e di non essere più in grado di provare sentimenti (secondo quanto raccontato dalla madre, senza dirle niente del delitto).
La versione sulla donna “complice” è stata, però, smentita dall’avvocato Andolina, il quale ha spiegato che la Santoro “è andata a Messina non per aiutarlo a fuggire ma per cercare di salvargli la vita. Lo ha tenuto al telefono durante tutto il tragitto, pregando quando la linea cadeva nelle gallerie che non commettesse il gesto annunciato”.
CATANIA - La “Prima Domenica del Mese al Museo” torna il 6 aprile con ingressi a…
ACIREALE – Una piccola strada nascosta tra i rovi, che da Santa Tecla conduce ai…
SAN GREGORIO - È stato presentato oggi, sabato 5 aprile, presso l’Auditorium “Carlo Alberto Dalla…
#TgFlash Edizione del 5 aprile 🗓 EDIZIONE SERA 🕒 • Inchiesta Pandora, Luca Sammartino resta sospeso…
CATANIA - Controlli straordinari nelle zone di Borgo e Ognina, per la verifica delle autorizzazioni…
PALERMO - È stata presentata oggi, nella sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, la Fondazione…