PALERMO – Rissa nella notte in via Maqueda, nella zona pedonale non distante da una zona più centrale. Secondo le testimonianze di alcuni presenti, si sarebbero affrontati due gruppi di giovani tunisini, usando coltelli e bottiglie di vetro rotte come armi. A metterli in fuga, l’arrivo dei carabinieri.
Il racconto dei testimoni
“Alcuni sono rimasti feriti e perdevano sangue da mani e braccia – raccontano i residenti -, i turisti sono scappati. Urla, paura. Così non possiamo andare avanti”. Sono arrivate subito tre gazzelle. Nessuna traccia, neppure di sangue sull’asfalto ma saranno ugualmente eseguiti tutti gli approfondimenti necessari.
Un simile episodio è accaduto domenica sera, quando una residente è stata inseguita da due nigeriani. “Ho chiamato due volte il 112 – dice la donna ancora sotto choc – ma non è arrivato nessuno nonostante le telefonate alla centrale operativa”.
“Si avvicinano per chiedere soldi o per invitarti a comprare droga. Peggio del Bronx”, aggiunge un’altra donna.
Le indagini per ricostruire la vicenda si concentrano nel sottobosco dello spaccio di droga.
Sulla vicenda commenta anche Antonio Nicolao, presidente della prima circoscrizione, dicendo “Tra via Case nuove e l’arco di Cutò è un percorso maledetto e lo Stato lo sa. Morti, feriti da accoltellamenti, risse, spaccio, bivacco e molestie alle donne sono la consuetudine“.
Conclude rafforzando la sua richiesta, “lo ripetiamo da oltre due anni, in quel tratto di strada servono i presidi delle forze dell’ordine. Il 6 agosto scorso il ministro dell’Interno insieme al sindaco hanno ribadito che Palermo non è tra le città più insicure tanto che c’è una diminuzione di reati del 14%. Questa ennesima rissa a Palermo, rappresenta una esigenza di aumentare con immediatezza la presenza delle forze dell’ordine”.