PALERMO – “L’emendamento non è stato votato autonomamente, ma inserito in un articolo complesso di matrice parlamentare, composto da numerosi commi e rubricato contributi agli enti locali sul quale il governo, rappresentato in aula da me, non ha espresso alcun parere”.
Le dichiarazioni di Alessandro Dagnino
Lo afferma l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, in merito alle notizie di stampa pubblicate in data odierna, relative all’approvazione dell’emendamento n. 11.148, definito dal deputato Ismaele La Vardera “supercazzola“. L’assessore Dagnino ritiene necessario smentire con fermezza le dichiarazioni rese dal parlamentare, “in quanto del tutto prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione istituzionale e professionale”.
“È categoricamente falso – aggiunge l‘assessore – che l’onorevole La Vardera mi abbia sottoposto l’emendamento “due giorni prima” della seduta, ma ciò è avvenuto solo nella notte del 20 dicembre 2025, durante la fase finale dell’approvazione del ddl di Stabilità regionale 2026-2028, senza alcun margine utile per una disamina approfondita oltre al controllo formale immediato”.
D’altra parte, va specificato che l’emendamento, pur essendo inserito nel fascicolo d’aula, rientrava in un insieme di oltre 5mila emendamenti e non era stato oggetto di particolare attenzione, “anche alla luce delle ridotte probabilità politiche di approvazione e della limitata rilevanza”, precisa Dagnino.
Le conclusioni
“Non è accettabile – conclude l‘assessore – la tesi secondo la quale l’iniziativa di La Vardera dimostrerebbe che nel Parlamento regionale possa passare di tutto, purché frutto di accordi politici o che vi sia superficialità nell’attività legislativa. L’unico fatto provato da La Vardera è invece lo stile del tutto irrispettoso delle istituzioni con il quale questi si è approcciato all’alta funzione democratica per la quale è stato eletto. Grazie al serio lavoro del Parlamento e del governo regionale la legge approvata contiene importanti misure per oltre 1,5 miliardi di euro e il successo dell’orditura del deputato di Controcorrente, per un valore pari allo 0,0006% del totale, dimostra soltanto la sua capacità ingannatoria grazie alla quale ha indotto il Parlamento a distogliere la somma di un milione di euro da altri più nobili fini”.



