L’Americanata di Trump sull’attacco all’Iran e la decisione di Putin sul dirottamento dei flussi di petrolio e gas verso la Cina: crisi energetica per i Paesi Europei?

L’Americanata di Trump sull’attacco all’Iran e la decisione di Putin sul dirottamento dei flussi di petrolio e gas verso la Cina: crisi energetica per i Paesi Europei?

Andrea Margelletti, presidente del Ce.Si. (Centro Studi internazionali) ha dichiarato, in una recente intervista alla Rai, che gli USA non hanno efficienti riserve di missili per un attacco prolungato in Iran. E la guerra in Medio Oriente, a quanto pare, è destinata a prolungarsi e porre in crisi mezzo mondo.

La cosiddetta “Americanata” è iniziata con Putin, quando attaccò l’Ucraina, dicendo che si trattava di un’azione Speciale, della durata di quattro giorni, invece, dopo 4 anni, la guerra è in piena escalation. Di contro, Trump, con la sua Legittima e grossolana “Americanata”, dichiara che l’attacco all’Iran è nato per agire prima che la Repubblica islamica, lanciasse l’atomica su Gerusalemme e nel giro di pochi giorni, i giovani iraniani potessero godere di un Paese libero e democratico.

Putin, ancora, dichiara che l’Iran non gli ha chiesto missili ipersonici da utilizzare contro Israele e le basi militari USA nella Regione del Medio Oriente e del Mediterraneo. E la Cina, cosa fa nel frangente? l’Iran fornisce petrolio a Pechino, Ma XiJnping, sicuro che non paga con la fornitura di droni e missili all’Islam iraniano?

A questo punto, e per cercare di avere un quadro più chiaro sulla assurda evoluzione di crisi bellica ed economica, tale da fare paura all’intera Europa e, sull’evolversi della vicenda iraniana, ci rivolgiamo al Generale di Corpo d’Armata Giovanni Ridinò, per la sua esperienza professionale e per l’alto incarico, avuto in passato, quale Direttore della Cellula Strategico Militare dedicata ad UNIFIL” presso le Nazioni Unite in New York.

Generale Ridinò, buongiorno, grazie sempre per la sua cortese disponibilità nell’aiutarci a capire qualcosa di più, in tutto questo Bailamme che coinvolge l’intero Vecchio Continente, Usa, Cina ed altri Stati e Nazioni. Addirittura, in Italia, si stanno facendo sentire effetti negativi, proprio per gli aumenti spropositati di benzina, gasolio, gas ed energia elettrica. Adesso ci si mette pure Putin, intenzionato a dirottare i flussi energetici, dai Paesi Europei, alla Cina. Con la grave carenza di materie prime, l’UE sarà in piena crisi?

Buongiorno a lei, alla Direzione e all’intero Staff di Redazione di NewSicilia. Il feeling tra Russia ed Iran è di lunga durata. Già nel 2006 alcuni accordi segreti tra i due stati prevedevano il rifornimento di armi dalla Russia verso l’Iran degli ayatollah. Accordi che si sono consolidati con la guerra Russo-Ucraina e che ha permesso alla Russia un rifornimento costante di droni iraniani a sostegno dell’operazione “speciale”. Successivamente sembra che la Russia abbia creato delle strutture industriali per la realizzazione, in proprio, di droni per l’alimentazione dei combattimenti in corso.

Mi Permetta, Generale, che interesse ha Putin, di aiutare a fomentare tale scompiglio internazionale, visto che Paesi arabi neutrali, sono persino sotto diretti attacchi iraniani, come il Qatar, assieme a Israele?

I recenti accordi firmati nel 2025 da Putin con le autorità Iraniane hanno ufficializzato il sostegno reciproco,in vari settori strategici, fra i due paesi. Non escludo che in questo momento la Russia stia fornendo, attraverso la sua “intelligence” le informazioni utili per rendere più efficace e più preciso il contrattacco iraniano contro basi americane nell’area. Così come potrebbe fornire l’”espertise” e qualche missile di tipo ipersonico che rappresenta, in questo momento, una minaccia difficilmente contrastabile con gli attuali sistemi di difesa aerea. Le affermazioni di Trump per un Iran più libero e meno teocratico mi lasciano perplesso alla luce di quanto esposto in un precedente scambio di opinioni. Più rispondente alla realtà, appare la possibilità che l’Iran fosse sul punto di completare il suo programma nucleare e dotarsi, finalmente, dell’arma risolutiva, per cancellare Israele dal medio oriente. Tuttavia, ritengo che il sovvertimento dell’ordine sociale in Iran, al momento, non può essere realizzato soltanto con i movimenti studenteschi o con lo sciopero dei commercianti. Ci vuole una forza capace di scardinare il potere dei pasdaran, le guardie della rivoluzione, che nel paese hanno acquisito una sovranità senza limiti, sostenuti e protetti dalle guide religiose.

Con la speranza che non vengano prese di mira le basi militari che si trovano in Sicilia e nell’Italia intera, e quindi sarebbe necessario un attacco via terra, all’Iran?

Una forza fatta di scarponi che calcano la terra e non solo affidandosi ai risultati di bombardamenti, ancorché efficaci come potere distruttivo. Le voci che circolano e che fanno prevedere la possibilità della mobilitazione dei Curdi mi lasciano molto dubbioso. I Curdi sono stati armati e sostenuti in varie circostanze. Hanno combattuto anche con successo, contro l’Isis ed in Siria, ma sono poi sempre stati abbandonati in balia dei poteri regionali (Turchia in primis) che non accettano le loro richieste indipendentiste e che risolvono le questioni massacrandoli. Non si fidano più ed hanno ragione. Non vedo quindi, al momento, quale esercito possa tentare una invasione di terra dell’Iran.

E la Cina, signor Generale, che ruolo ha in questo attacco israeliano? Dopo il comunicato ufficiale che la Cina è profondamente preoccupata per gli attacchi militari contro l’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele, chiedendone l’immediata cessazione, aggiungendo che devono essere rispettate la sovranità nazionale e la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran, adesso si registra un assoluto silenzio di Xi Jinping.

La Cina ha assunto, nei confronti dei più recenti eventi internazionali, Venezuela prima ed Iran adesso, un atteggiamento apparentemente distaccato, richiamando la necessità di promuovere la diplomazia ed il rispetto del diritto internazionale. La Cina, tuttavia, ha ricevuto duri colpi dall’interventismo “trumpiano” perché fortemente dipendente dalle importazioni di greggio da questi due paesi. La chiusura dello Stretto di Hormuz penalizza la Cina che importa circa l’ 80% del greggio iraniano. Una quantità notevole di petrolio che, per aggirare le sanzioni contro le esportazioni iraniane, veniva dichiarato proveniente da paesi asiatici. Sicuramente il “dragone” cercherà di avvantaggiarsi nel transito delle sue cisterne e lo farà con la cessione di armamenti, anche missilistici e di ogni tipo, al regime iraniano.

Ma allora, la gravità delle divergenze tra Trump da un lato e Putin e il Dragone dall’altro, non lascia sperare alcuna soluzione, a breve, sul conflitto in Iran?

Questo mi fa pensare che le poche settimane dichiarate dal Presidente USA, per la durata del conflitto, siano un lasso di tempo notevolmente ottimistico. Al pari di Putin, Trump potrebbe rimanere molto deluso. E questo sarebbe un grosso guaio per l’ Europa e per il nostro Paese.

Generale, mi sa proprio che la nostra serie di incontri, durerà ancora per molto e dobbiamo dimenticarci persino di intraprendere temi di trattative di pace, a partire dalla famigerata guerra in Ucraina, dove la gente è stanca dei continui attacchi ed eccidi di uomini, donne e bambini indifesi. Grazie per la sua esaustiva visione dei fatti e per la sua disponibilità. Alla prossima.