Teatro Antico di Taormina, la Traviata in forma di concerto tra applausi e consensi

Teatro Antico di Taormina, la Traviata in forma di concerto tra applausi e consensi

Teatro Antico di Taormina, la Traviata in forma di concerto tra applausi e consensi

MESSINA – È stata una bella e applaudita Traviata quella cui abbiamo assistito venerdì 30 luglio al Teatro Antico di Taormina nell’ambito della rassegna operistica Bellezza Belcanto Bellini, che segna il grande ritorno del Teatro Massimo Bellini dopo la triste e forzata pausa del lockdown.


Una Traviata in forma di concerto che non ha fatto certo desiderare al suo folto (ma ben distanziato) pubblico la messa in scena tradizionale dell’opera più rappresentata di Verdi, la più amata e ascoltata, una storia di amore e morte che si intreccia con una fuggevole e insinuante gioia di vivere.

E questo grazie al valido cast vocale dove è innanzitutto emersa proprio la Violetta del soprano russo Irina Lungu, considerata una delle maggiori interpreti della scena lirica internazionale, protagonista di un bel successo personale, che ha tratteggiato il complesso personaggio con un trasporto in linea con la direzione musicale ed una vocalità davvero efficace. Una voce morbida, duttile e un timbro gradevole le hanno consentito di brillare nei recitativi e nei passaggi delle fioriture insieme a una buona presenza scenica, che è emersa anche in forma di concerto.


Una Violetta piacevole, dunque, tanto nei duetti, (in particolare quello con Germont padre) quanto nell’aria del III («Addio, del passato bei sogni ridenti») e nell’arioso del finale III («Prendi: quest’è l’immagine»). Valida anche la prova dell’Alfredo del peruviano Ivàn Ayòn Rivas, caratterizzata da un buon fraseggio, che gli ha meritato caldi applausi finali.

Buona performance, infine, di Franco Vassallo nei panni di Giorgio Germont, parte qui particolarmente impegnativa, che il baritono ha risolto con buon controllo dell’emissione vocale, conservando una buona timbratura e risonanza nel registro acuto, soprattutto nella celeberrima aria “Di Provenza”.

Bravi anche i comprimari: Floria Bervoix, interpretata dalla nostra Sabrina Messina, ormai una specialista del ruolo, il Barone, da Salvatore Grigoli, il Marchese da Claudio Mannino, il dottore da Tomosugi Masashi, Gastone da Riccardo Palazzo e Alexandra Oikonomou nel ruolo di Annina.

Il tutto amalgamato alla perfezione dall’accurata direzione del maestro Fabrizio Maria Carminati, che ha saputo perfettamente dosare la tensione orchestrale, proprio come Verdi richiedeva, adatta a reggere la corrispettiva tensione drammatica delle voci, manifestando un ottimo feeling con l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini; buona e ricca di colore la prestazione del Coro istruito da Luigi Petrozziello.

Tutto per la felicità degli spettatori, tra cui anche stranieri che hanno avuto modo di godersi in un incantevole scenario uno dei più belli melodrammi italiani.

Articolo a cura di Silvana La Porta