“Bellini d’Oro” a due stelle della lirica, Placido Domingo e Leo Nucci e la studiosa Caterina Andò

“Bellini d’Oro” a due stelle della lirica, Placido Domingo e Leo Nucci e la studiosa Caterina Andò

TAORMINA – Un riconoscimento a chi è custode dei valori di bellezza dell’opera di Vincenzo Bellini. È questo il senso profondo del premio “Bellini d’Oro 2021”, promosso e organizzato dalla Scam – Società Catanese Amici della Musica, diretta da Anna Rita Fontana, che si è svolto mercoledì sera al Teatro Antico di Taormina, dopo il Rigoletto di Verdi, nell’ambito del Bellininfest.

A ricevere il prestigioso riconoscimento due grandi della lirica, Plácido Domingo e Leo Nucci, e la giornalista Caterina Andò, studiosa di chiara fama. Il Premio “Bellini d’Oro”, istituito nel 1968 da Antonio Maugeri, continua nella propria missione di rendere omaggio a coloro che contribuiscono a promuovere l’arte lirica e la cultura musicale legate al nome del cigno catanese.


Ed è per questo motivo che sono state scelte tre personalità, che, ciascuno con la propria sensibilità artistica e professionale, hanno reso omaggio al compositore del Belcanto. In questa visione lungimirante e progettuale si inserisce la scelta dell’artista madrileno, Domingo, per aver coltivato a livelli eccelsi il belcanto italiano e belliniano, affrontando anche i ruoli protoromantici con sommo acume interpretativo.

“Voglio ringraziare la meravigliosa orchestra del teatro Massimo Bellini di Catania – ha dichiarato Domingo – di grande qualità umana oltre professionale. In questi 4 giorni intensi di prove, siamo diventati amici e non solo musicisti. È sempre emozionante riuscire a fare quello che ami, la musica. Oggi, nell’ambito di un festival dedicato al Bellini, abbiamo eseguito un’opera di Verdi, che ha imparato tantissimo dal compositore del Belcanto. Io nella mia carriera ho la fortuna di aver diretto due opere belliniane, Norma e i Puritani, e di aver interpretato Pollione. Spero di poter tornare ancora una volta in Sicilia, ma questa volta per cantare Bellini”.

A consegnare il premio, l’assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo, Manlio Messina che ha detto: “Vi porto si saluti del nostro presidente, che si complimenta per il successo di questo festival. Stiamo riportando la grande musica in Sicilia, credo sia la cosa più importante, così come quella di riuscire anche a coinvolgere un pubblico di giovani. È un onore avere avuto un cast di così alto livello artistico. Questa è la prima edizione del Bellininfest, la prima di una lunga serie”.

Sul palco dei premiati il baritono Leo Nucci, per aver affrontato con esiti straordinari i ruoli del belcanto italiano e belliniano. Le sue molteplici ed esaltanti esecuzioni si sono contraddistinte per fraseggio lucente, profondità d’accenti e un’emissione stentorea.

“Sono grato alla Sicilia che mi ha voluto insignire di questo riconoscimento – ha affermato Nucci –. Sono stati giorni pieni di emozioni, in cui oltre a fare la regia ho cantato anche il mio Rigoletto, che ho interpretato in tutti i teatri del mondo, con i migliori direttori, ma qui, tutto diventa speciale, del resto come disse Goethe ‘la Sicilia è la chiave di tutto’. E poi è un privilegio esser stato diretto dal grande maestro Domingo”.

A premiarlo il Sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, Giovanni Cultrera che ha ricordato il maestro Gianluca Gelmetti, scomparso poche ore prima. “Oggi brilla nel firmamento dell’arte – ha detto – un grande musicista, che dirige un’orchestra di stelle e di geni”.

Conclude il trittico di premiati, la giornalista Caterina Andò, studiosa belliniana, per la quale Vincenzo Bellini non è stato, solo il compositore d’elezione, ma compagno di viaggio, alter ego di dialoghi possibili, ragione di vita, di cui sono testimonianza preziosi cataloghi di esposizioni dedicate a cimeli custoditi in collezioni pubbliche e private.

“Desidero ringraziare la Società Catanese Amici della Musica – ha commentato la Andò – la commissione del Bellini d’oro e in particolare lo storico della musica Aldo Musica che ha proposto il mio nome. Vorrei dedicare il mio Bellini d’oro a tre donne; la prima è quella che ha acceso in me l’amore per gli studi belliniani. Parlo della palermitana Maria Rosaria Adamo, la sola donna, fino ad oggi, tra gli studiosi, a ricevere il riconoscimento, vent’anni fa. La seconda è mia madre che mi ha sempre supportato in tutto. Di madre in madre la terza direi per estensione, è la terra che ha generato Vincenzo Bellini, quella meravigliosa madre terra che è la Sicilia”.

Ha consegnato il riconoscimento il sindaco di Taormina Mario Bolgonari che ha detto: “Sono orgoglioso di poter dare, dopo ben 20 anni, questo premio ad una donna, che apprezzo per la sua dedizione al grande Bellini. Mi auguro che questo teatro possa accogliere in futuro quanti più eventi di questo tipo”.

Nel 53° anno dalla fondazione del “Premio Bellini d’oro”, la Scam ha sempre scelto nomi celebri. Ne fa fede un albo d’oro che annovera, tra gli altri, Riccardo Muti e Vittorio Gui, Luciano Pavarotti, Joan Sutherland e Domenico De Meo. “Spero che oltre ad incrementare le riflessioni – ha sottolineato la presidente Anna Rita Fontana – sull’autore divulgandone la conoscenza internazionale, questo premio possa continuare a promuovere la crescita culturale del nostro territorio, e in particolare della città di Catania”.