MESSINA – La seconda sezione penale del tribunale di Messina avrebbe decretato 8 condanne nell’ambito del processo Via Facile. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero alcune pratiche edilizie del Comune di Messina tra la fine del decennio scorso e l’inizio di questo.
Tra i condannati spiccherebbe il nome di Francesco Curcio, condannato a 4 anni e mezzo di reclusione. L’uomo, infatti, è un ex consigliere comunale. L’accusa avrebbe inizialmente chiesto per lui una condanna di 5 anni e 9 mesi. Il tribunale avrebbe diminuito la pena scagionandolo da una delle accuse.
Curcio sarebbe il protagonista principale dell’inchiesta, poiché membro della commissione comunale per la verifica delle valutazioni di impatto ambientale, che avrebbe utilizzato come consulente la figlia Roberta. Tale commissione sarebbe stata incaricata di rilasciare il nulla osta per le concessioni edilizie.
La Corte presieduta da Mario Samperi, affiancato dai giudici Valeria Curatolo e Alessandra Di Fresco ha condannato: Roberta Curcio a 2 anni e 7 mesi, Aurelio Arcoraci a 2 anni, Luca D’Amico a 3 anni e 2 mesi, Luigi Ristagno a 3 anni, Giuseppe Bonaccorso a 2 anni, così come Antonino Scimone. Ammonterebbe a 3 anni e 2 mesi, invece, la pena per Biagio Restuccia.
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