Incidente al Villaggio Aldisio: l’automobilista non è scappato. La sorella: “Mio fratello è sotto shock”

Incidente al Villaggio Aldisio: l’automobilista non è scappato. La sorella: “Mio fratello è sotto shock”

MESSINA – “Oggi non è morto solo un ragazzo di 23 anni, siamo morti anche noi”: inizia così la nostra telefonata con la sorella del conducente della Lancia Musa che questo pomeriggio, poco dopo le 15, si sarebbe scontrato con uno scooter – un Honda SH – su cui viaggiava Gianluca Cerre, deceduto a seguito delle ferite riportate.


In un primo momento, dalle frammentarie notizie che si sono sparse subito dopo l’incidente, la dinamica di quanto accaduto era ancora poco chiara e, soprattutto, si era diffusa la “voce” che l’automobilista, appena dopo lo scontro, fosse fuggito via, non prestando soccorso al 23enne. A smentire tutto ciò è la sorella del conducente dell’auto, un 28enne, che – secondo quanto dichiaratoci appunto dal familiare – non sarebbe affatto scappato via.


Il giovane, infatti, si sarebbe soltanto allontanato all’arrivo dei sanitari del 118 sul posto della tragedia – avvenuta nel quartiere del Villaggio Aldisio, all’incrocio tra via Di Giovanni e via Di Anfusorecandosi in caserma insieme ai carabinieri per essere interrogato. Sono stati proprio i militari a invogliare il ragazzo ad andare al Pronto Soccorso perché in un evidente stato di shock.

“Mio fratello non è scappato, noi siamo distrutti da questa terribile disgrazia – continua a spiegarci la sorella -. Siamo addolorati per quanto è successo, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia del giovane ma è giusto anche chiarire che mio fratello, ripeto, non è affatto fuggito via. Sono stati diversi i testimoni che hanno visto sul posto mio fratello e che gli hanno offerto un succo di frutta per farlo riprendere. Sta malissimo, è svenuto tre volte e in questo momento si trova ancora in ospedale”, conclude la donna.

Una tragedia, dunque, che lascia tanto amaro in bocca ma che è anche corretto, per deontologia, chiarire fino alla fine. Sarà comunque arduo compito dei militari ricostruire, insieme ai rilievi della polizia Municipale, la dinamica di un sinistro che ha spezzato i cuori di molti, soprattutto di chi, Gianluca, lo conosceva bene e che, ad oggi, lo piange disperatamente.