Danneggia auto in sosta nella zona di Cristo Re a Messina: fermato 60enne di Reggio Calabria

Danneggia auto in sosta nella zona di Cristo Re a Messina: fermato 60enne di Reggio Calabria

MESSINA – Intensa e capillare attività di controllo del territorio di Cristo Re, disposta dal Questore di Messina, Annino Gargano.

Danneggia auto parcheggiate nella zona di Cristo Re a Messina

In tale contesto, gli agenti della Polizia di Stato di Messina hanno arrestato un 60enne reggino, colto in flagranza del reato di furto pluriaggravato e tentato furto pluriaggravato. Nel dettaglio ieri notte, è arrivata una chiamata al Numero Unico di Emergenza “112“, nella quale si segnalava la presenza di un soggetto avente un comportamento “anomalo”.

Quest’ultimo infatti, avvalendosi dell’uso di una stampella, aveva danneggiato alcune macchine parcheggiate nelle vicinanze di un bar di Cristo Re. Gli agenti, giunti repentinamente sul posto, grazie anche all’utilizzo dei dispositivi luminosi e sonori in disponibilità degli equipaggi delle Volanti, sono riusciti ad individuare e fermare l’uomo, intento a guadagnarsi la fuga.

Fermato e individuato un ladro 60enne di Reggio Calabria

A seguito dell’immediata ricostruzione dei fatti, è stato possibile constatare come il 60enne, poco prima dell’arrivo degli operatori, avesse danneggiato i vetri di tre autovetture parcheggiate proprio lì, rubando da due di esse alcuni degli effetti personali appartenenti ai rispettivi proprietari.

La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire, oltre ad alcuni strumenti atti all’effrazione, anche alcuni gli oggetti asportati, riconsegnati poi ai legittimi proprietari. Dopo le prime formalità l’uomo, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto nel tribunale locale in modo da svolgere il rito direttissimo.

Note

Occorre ricordare che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza e fino a sentenza di condanna passata in giudicato, sarà svolto ogni ulteriore accertamento che dovesse rendersi necessario, anche nell’interesse dell’indagato.