Juventus sotto processo, Udinese e Napoli a “valanga”: l’atipica partenza della Serie A dopo 7 giornate

Juventus sotto processo, Udinese e Napoli a “valanga”: l’atipica partenza della Serie A dopo 7 giornate

ITALIA – Tra colpi di mercato e panchine bollenti, dopo il 1° settembre tutto sembra essersi stabilizzato per concentrarsi definitivamente sul ritorno della tanto amata e dibattuta Serie A.

Gli arrivi (e ritorni) illustri di Lukaku, De Ketelaere, Pogba e Di Maria hanno rimpolpato parzialmente il parco calciatori del campionato italiano di calcio, orfano di difensori che abbiamo avuto modo di conoscere per qualità fisiche e umane.


Un anno particolare, quasi anomalo, quello a cui andranno incontro i diretti interessati. Complice il mondiale in Qatar con inizio programmato per novembre e una preparazione fisica più “rapida” e corposa rispetto ai tempi precedenti.

Le prime 7 giornate di Serie A hanno avuto modo di confermare pregi e difetti delle componenti sportive, lasciando spazio anche a sorprese e trame di gioco che non hanno nulla da invidiare alle prime della classe.

LA SORPRESA UDINESE

Sul filo conduttore del discorso annunciato in precedenza, l’Udinese va annoverata come grande sorpresa di questo avvio di stagione. Aleggiava scetticismo sul passato di Sottil, giudicato ancora troppo acerbo per una rosa più “competitiva” rispetto ai componenti dell’Ascoli allenati in precedenza ma, nonostante ciò, nel silenzio generale e con la piena fiducia da parte della dirigenza, è riuscito a ottenere 16 punti complessivi sui 21 disponibili battendo Fiorentina, Roma e Inter tra le mura amiche.

LE NOTE NEGATIVE

Male l’Inter, a tratti disastrosa la Juventus di Massimiliano Allegri. Entrambe le squadre, soprattutto l’Inter (bianconeri poco convincenti anche lo scorso anno), pare che abbiano perso lo smalto di un tempo, complici scelte sbagliate, cambi frettolosi e moduli di gioco scarni e poco “pungenti”.

LA JUVENTUS È DIVENTATA UN CASO

Sul fronte bianconero sembra evidente una vistosa spaccatura tra allenatore e vecchia guardia, il rapporto con la new generation sembra essere stabile ma, visti gli umori palesati in campo, è presto per emettere considerazioni che rispecchino il quadro attuale.
Allegri non ha più uno zoccolo duro su cui fare affidamento dentro lo spogliatoio. I tempi di Buffon e Barzagli sono lontani, l’uscita di Chiellini ha ridotto le presenze storiche.

Chiaramente tutti i supporter juventini attendono una risposta audace, risposta che potrebbe essere modellata dalla chiamata tra il presidente Agnelli e il mister livornese. Tra tecnico e presidente c’è convergenza sulla necessità di unità d’intenti per uscire in fretta dal tunnel, ma entrambi sanno che il tempo a disposizione non è illimitato e la Continassa non fa eccezioni.

Il contratto stipulato dalla dirigenza per il mister (9 milioni all’anno), al momento dà ragione al tecnico livornese, restio ad annunciare le dimissioni che avrebbero del clamoroso (e sicuramente un sospiro di sollievo per tutti i sostenitori dell’hashtag #Allegriout). Il licenziamento dell’ex allenatore di Milan e Cagliari comporterebbe una perdita di 72 milioni lordi, follia per un club in rosso di 254 milioni.

INTER: UN PASSO AVANTI E DUE DIETRO

Poca Inter in queste prime giornate, una squadra che sembra la brutta copia dello scorso anno. Gosens sicuramente non è Perisic e la difesa non sembra essere più quel bunker degli anni precedenti.

Sul 100% degli errori da parte del team nerazzurro, Simone Inzaghi ha responsabilità in almeno il 70%. Lukaku out un mese ha aggravato il quadro e le prestazioni scricchiolanti di Skriniar dopo le sirene di mercato parigine durante il mercato estivo hanno dato meno sicurezze e alimentato nodi difficili da sciogliere in tempi brevi.

Al termine della sosta nazionali ci sarà il doppio confronto con il Barcellona della leggenda Xavi, secondo nel girone insieme al club di Zhang e con una voglia matta di arrivare agli ottavi dopo un anno di “pausa” dalla Champions League.

I nerazzurri si presenteranno senza Marcelo Brozovic, infortunatosi durante il match di Nations League tra Austria e Croazia, riportando la rottura parziale dei muscoli della zona posteriore della coscia (tempi di recupero stimati in 25/30 giorni). La notizia meno amara fa leva sul probabile impiego del giovane Asllani, arrivato in estate dall’Empoli proprio per far rifiatare lo stakanovista del centrocampo nerazzurro.

LE PRIME DELLA CLASSE: COSA È CAMBIATO IN NAPOLI E ATALANTA 

Napoli e Atalanta sono state protagoniste di una partenza sprint. Moduli di gioco differenti e percezione della partita dai mille volti con un’unica cosa comune: le difese.

I pacchetti arretrati delle due compagini hanno subito rispettivamente 5 e 3 gol, impensabile ad inizio anno vista la propensione a offendere della squadra di Gasperini e la pesantissima perdita del difensore senegalese Koulibaly, accasatosi al Chelsea.

Menzione particolare va fatta ad Anguissa e Kvaratskhelia da una parte e il duo Demiral-Toloi dal lato bergamasco.

Il georgiano ha stupito tutti e sta facendo dimenticare l’oltreoceanico Lorenzo Insigne, andato a Toronto per provare una nuova esperienza. Anguissa, invece, è l’ossigeno della squadra partenopea, un muro invalicabile abilissimo ad avviare le sortite offensive “spallettiane”.

LECCE, CREMONESE E MONZA: GIOIELLINI IN VETRINA E AVVII DIFFERENTI

Mai capitato di soffrire e perdere punti preziosi contro una “piccola” del nostro campionato? Allora vale certamente la pena analizzare l’operato di Cremonese, Lecce e Monza, neopromosse e impazienti di affermarsi dopo anni di serie cadetta e Serie C.

I colpi geniali di Pantaleo Corvino in terra salentina sono noti. Hjulmand, Banda e Gonzalez si stanno mettendo in vetrina mostrando tecnica, resistenza e tanta voglia di apprendere.

La Cremonese attende ancora i primi 3 punti della stagione e lo può fare grazie alle sgroppate di Emanuele Valeri e l’esperienza internazionale di Cyriel Dessers.

Ultima ma non per importanza il Monza del neoallenatore Raffaele Palladino, successore di Stroppa dopo una serie di risultati che non hanno convinto i capi brianzoli Galliani e Berlusconi. Primo successo arrivato proprio contro la Juventus; una vittoria di misura per 1-0 che dà un minimo di serenità e fiducia nei propri mezzi.

Fonte foto Facebook – SSC Napoli