Influenza aviaria, 21 i focolai nel giro di poche settimane: è allarme in Italia

Influenza aviaria, 21 i focolai nel giro di poche settimane: è allarme in Italia

ITALIA – L’influenza aviaria torna a colpire in Italia: sono ormai 21 i focolai ad alta e bassa patogenicità registrati da metà ottobre quando è stato scoperto il primo caso a Ferrara. Secondo i dati dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, sono stati colpiti dall’influenza aviaria oltre 700mila animali considerando tacchini, galline ovaiole, polli da carne e persino struzzi.

L’ultimo focolaio è scoppiato a Roma, in un allevamento non commerciale di circa 250 galline ovaiole, dove i controlli sono scattati in seguito all’insorgenza di una mortalità anomala tra gli animali. Le analisi hanno confermato che a colpire è stato un ceppo ad alta patogenicità del virus H5N1, lo stesso che ha interessato gli allevamenti del Nord Italia.


In seguito all’accertamento del focolaio, la Regione Lazio ha istituito una zona di protezione con un raggio di 3 km dall’allevamento colpito, e una di sorveglianza con un raggio di 10 km. Tutti gli allevamenti presenti nell’area sottoposta a misure di sicurezza dovranno essere controllati.

Chiunque entri o esca da un allevamento deve rispettare le opportune misure di biosicurezza, tutte le carcasse dei volatili morti devono essere distrutte immediatamente, mentre i veicoli e le attrezzature devono essere sottoposti a procedure di disinfestazione. Sono vietati il trasporto di carne di pollame, la movimentazione e il trasporto tra aziende, su strada, e l’introduzione e l’immissione di selvaggina. Sono vietate anche fiere di pollame e altri volatili. Tutte le misure restano in vigore per almeno 21 giorni dopo l’esecuzione della disinfestazione del focolaio.

Fonte foto Pixabay

Istituite misure di sicurezza e vietati i trasporti e le fiere di selvaggina