Youns El Boussetaoui, gip e testimone inchiodano l’assessore “sceriffo”: “Consapevole delle sue azioni”

Youns El Boussetaoui, gip e testimone inchiodano l’assessore “sceriffo”: “Consapevole delle sue azioni”

VOGHERA – Il giudice per le indagini preliminari di Pavia ha confermato l’arresto dell’assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera Massimo Adriatici destinandolo nuovamente agli arresti domiciliari.

Il politico, in quota Lega, è accusato di eccesso colposo di legittima difesa per l’uccisione di Youns El Boussetaoui, avvenuta la sera di martedì 21 luglio con un colpo di pistola in piazza.


Il gip, nella sua ordinanza, parla di “pericolosità dell’indagato” intesa come propensione a “porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità“, così come raccontato da Ansa.

Ciò che si vuole evidenziare è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era ancora lucido e consapevole delle proprie azioni“, si legge ancora.

Ciò si sarebbe verificato “prima che El Boussettaoui lo colpisse e prima dello stordimento“. “Tale azione appare decisamente spropositata a fronte di un uomo che lo stava aggredendo disarmato, nei cui confronti si è posto in una fase decisamente anticipata in una posizione predominante ma in modo gravemente sproporzionato e creando le condizioni perché si addivenisse all’evento nefasto che poi purtroppo è effettivamente accaduto“.

Ciò si ritiene soprattutto in considerazione della consapevolezza qualificata che si deve richiedere a un uomo con la professionalità dell’indagato per anni nelle forze dell’ordine ed esperto penalista, istruttore delle forze dell’ordine, esperienza in base alla quale l’uomo avrebbe dovuto essere in grado di discernere il rischio effettivamente corso e i valori che era chiamato a bilanciare in tale situazione“, scrive il gip.

Secondo la ricostruzione della vicenda, l’assessore avrebbe esploso utilizzato l’arma a seguito di un alterco con il 39enne. El Boussetaoui sarebbe stato raggiunto al petto dal proiettile e le conseguenze del colpo si sarebbero rivelate fatali nonostante il trasporto in ospedale.

Adriatici si sarebbe giustificando raccontando di essere stato spinto dal suo dirimpettaio, con la pistolettata che sarebbe partita in maniera accidentale.

In base al racconto fornito da un testimone, inoltre, Adriatici avrebbe impugnato volontariamente la pistola, mirando e sparando all’indirizzo del cittadino marocchino che si trovava fermo. Tale indiscrezione confermerebbe, dunque, quanto descritto dal giudice per le indagini preliminari.

Fonte foto: Ansa.it