“Qui, in Italia, voi i cani non li uccidete per mangiarli?”: sarebbe stata questa la risposta da parte di E.M., nigeriano di 30 anni, ritenuto colpevole di aver ucciso e bruciato un cane meticcio di media taglia per mangiarlo.
Il fatto è avvenuto all’interno del centro di accoglienza di Briatico, in Calabria, dove il nigeriano avrebbe scuoiato l’animale per rimuovere il pelo, poi l’avrebbe arrostito e “condito” con aromi di vario genere: il tutto da degustare insieme con altri ospiti presenti. A denunciare il fatto è stata una volontaria facente parte di un’associazione in difesa degli animali, che ha reso nota la notizia per evitare altri casi del genere.
Giunti tempestivamente sul posto i carabinieri della locale stazione, che hanno interrogato l’uomo. Ciò che è saltato fuori è che il 30enne si sarebbe giustificato dicendo che in Nigeria è un’usanza assai diffusa, quella di uccidere i bastardini per cibarsi. Avrebbe ignorato, comunque, la legge presente nel Codice Penale italiano che condanna il gesto. E.M. sarebbe stato beccato, sia dai militari dell’Arma che dai medici dell’Asp, mentre arrostiva l’animale.
I cani che vengono uccisi per essere mangiati, in genere, sono quelli randagi, quindi senza una fissa dimora e senza padrone. E sebbene il nigeriano sia stato trasferito nel centro di accoglienza straordinaria di Nicotera, il fenomeno potrebbe arrestarsi: l’auspicio, chiaramente, è che l’uomo si convinca di non dover più compiere atti del genere, ma nel caso in cui la vicenda dovesse ripetersi, la località calabrese è piena di randagi in cerca di cibo, o magari di qualcuno che li porti a casa con sé.
Nicotera è priva di videosorveglianza e si può solo sperare che ciò non accada, poiché l’unico modo per averne certezza è non ricevere segnalazioni in merito ad altri cani dentro una pentola o arrostiti per essere mangiati.
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