Emergenza climatica in Italia, allarme alluvioni e ondate di calore: sei città a rischio

Emergenza climatica in Italia, allarme alluvioni e ondate di calore: sei città a rischio

ITALIA – Allarme climatico in Italia, con 6 città a rischio alluvioni e ondate di calore anche post estive. È questo il preoccupante studio condotto sui cambiamenti climatici che stanno interessando la nostra penisola negli ultimi anni. Il gran caldo di quest’estate in Sicilia, e non solo, ha fatto riflettere esperti e non sulle conseguenze dell’emergenza climatica che sta colpendo il mondo intero.

Non di meno gli sbalzi di temperatura degli ultimi giorni d’estate, dal caldo al freddo e poi di nuovo picco di temperature, potrebbero portare grossi problemi con l’incombenza delle stagioni fredde, oggi è l’equinozio d’autunno. È quanto emerso dallo studio della Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici -, la prima analisi integrata del rischio climatico in Italia.


Sei le città considerate ad alto rischio di alluvioni e ondate di calore: Napoli, Milano, Roma, Torino, Bologna e Venezia. Negli ultimi decenni a Napoli si sono registrati 50 giorni di caldo intenso in più rispetto a inizio secolo, ma anche a Milano (+30 giorni), Torino (+29) e Roma (+28).

Per quanto riguarda Bologna, c’è il rischio concreto di un aumento dei fenomeni di allagamenti e alluvioni. A Napoli le piogge intense potrebbero verificarsi con una cadenza ogni 4 anni (prima ogni 10). Venezia a livello idrogeologico è la città che rischia di più.

Nel set di Romeo e Giulietta negli ultimi 150 anni il livello dell’acqua relativo della città è cresciuto di oltre 30 centimetri e la soglia critica è stata superata 40 volte negli ultimi 10 anni.

Analizzando solo gli impatti di ondate di calore e alluvioni, gli studiosi dicono che tali impatti aumenteranno, mettendo a rischio la salute delle persone, con conseguenze sulla mortalità e su episodi di dissesto idrogeologico.

Città diverse, climi diversi, ma un unico rischio. Un rischio dato da tre fattori comuni nonostante le distanze culturali e geografiche: l’aumento costante delle temperature negli ultimi 30 anni, rischi crescenti per ondate di calore e alluvioni urbane e le strategie di adattamento che riducono la portata degli impatti negativi.

Fonte foto Facebook – Nello Musumeci