La meccanica del cuore di Mathias Malzieu

La meccanica del cuore di Mathias Malzieu

ITALIA – Senza il cuore la vita nemmeno si prepara al viaggio. Organo e muscolo pilota pronto ad affrontare il circuito, accende il motore ancora prima di venire al mondo. Il cuore divo in prima fila nelle note e nelle strofe, sotto il palco dirige l’orchestra un sentimento spesso allergico al rigore dello spartito. Un cuore essenziale per sopravvivere con il battito, un cuore per vivere oltre il battito le poche felicità della vita. Uso e disuso di un organo prodotto in serie ma raffinato da estenuanti prove virtuose del musicista. Una funivia virtuale lo collega al cervello, quante guerre, quanti sodalizi coinvolti in un instancabile viavai di conflitti prima che la pace sopraggiunga sconfitta dalla stanchezza.

La meccanica del cuore

In una Edimburgo del 1874 nasce il piccolo Jack affetto da una patologia alquanto rara: nel suo torace batte un cuore ghiacciato. La notte innevata si propaga nella vecchia casa in cima alla collina più elevata di Edimburgo in cui Jack viene al mondo, ma la luce di una nuova vita viene subito confinata all’ombra da una sventura invadente. Ad aggiustare il difetto ci penserà la levatrice Madeleine, un po’ donna e un po’ strega, angelo e infermiera per il piccolo Jack. È lei a prodigarsi nell’arte riparatoria del guasto della natura. Una protesi meccanica al posto del cuore con gli stessi impegni di qualsiasi altro gemello in salute. Con il congegno incastrato nel petto Jack respira la sua vita consapevole del suo limite, il meccanismo gli concede il battito ma detta regole e pretende attenzioni. Madeleine è stata chiara fin dall’inizio, Jack non dovrà mai innamorarsi, la corsa accelerata delle lancette causerebbe scompenso alla protesi bisognosa di cure costanti.


Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti, mai e poi mai. Altrimenti, dell’orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno, e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi“.

Il piccolo cuore meccanico si rifiuta di rinunciare al battito appassionato, e con la maturità ancora acerba dell’adolescenza si offre al rischio. Amore non sente il suono della sveglia, esce di casa dimentico dell’incantesimo ancora assopito sul comodino, amore sfugge al saggio, si tiene lontano dall’obbedienza. Amore è guardare l’orizzonte sotto la morsa di una forte miopia, la trasparenza del particolare confonde l’atmosfera.

Jack cresce negli anni con un ingranaggio nel petto istruito alla missione di scandire un tempo sterile di vibrazioni, ma allora perché tanto affanno a registrare viti e lancette? Il privilegio delle emozioni non può permettersi di sfiorare a vuoto la pelle seduta in sala d’attesa aspettando il suo turno, l’energia ha bisogno di fluire, di sgorgare, di fare a pezzi il mondo e subito dopo ricomporlo chiedendo scusa per la follia. Se manca quel tremore di vene, il nulla ingombra la mente soddisfatto di aver compiuto il disastro. Seppur meccanico il cuore di Jack comincia a disorientarsi per una giovane cantante dalle lunghe ciglia, il naso perfetto e la voce melodiosa di un usignolo. Miss Acacia, questo il suo nome d’arte, si esibisce tutte le sere nei locali lasciando il pubblico estasiato. Jack è tutto un battito fuori controllo, l’amore per la cantante andalusa lo porterà fino in Spagna interpretando lo spirito di uno zingaro concentrato a sfidare battiti pericolosi ma impossibili da evitare. Da Edimburgo a Granada, l’innamorato vaga per le strade della città spagnola col petto occupato dall’ingranaggio di un vecchio orologio a cucù. Il ragazzo convive con le sue fragilità ascoltando la voce del cuore che, seppur sostituito da un congegno meccanico, non ha mai dimenticato il suo compito. L’orologio accompagna il tempo solo se questo gli tende la mano, sono due fratelli impegnati a completarsi anche se stanchi di essere attraversati da ore di dolore, separarsi mai perché l’accesso al labirinto è un inganno senza uscita.

Un giorno o l’altro, tutto il piacere e la gioia che l’amore può suscitare si pagano con la sofferenza. E più si ama intensamente e più il dolore sarà moltiplicato. Sperimenterai l’assenza, poi i tormenti della gelosia, dell’incomprensione, infine la sensazione del rifiuto e dell’ingiustizia. Avrai freddo fino nelle ossa e il sangue formerà dei ghiaccioli che sentirai passare sotto la pelle. La meccanica del tuo cuore esploderà“.

L’esperienza amorosa si potrebbe rivelare fatale per la protesi meccanica che la fata-strega Madeleine ha incastrato nel petto di Jack. Non sempre si può camminare a piedi nudi sul prato, sotto le radici di una quercia millenaria e protettiva come una madre si nascondono spine in attesa del passo falso. Ed ecco che si compie la disgrazia, nessun cuore di legno o di carne risparmierà le gocce di rugiada sul viso. Come una bussola stordita, la scheggia meccanica vagante comincia a perdere la sincronia dei battiti, innamorarsi è vietato ma vivere senza amore è soggiornare in un mondo a basso costo.

Siamo davanti a un romanzo psicologico scritto per scandagliare i turbamenti emotivi delle diverse età, il cambiamento è previsto ma c’è un sovrano che regna imparziale nella vita di ogni suddito: l’amore. La scrittura appare schizzata a ritmo di pennellate incuranti di tenersi lontano dalla cornice, schiava anch’essa da una sequenza d’avventure dentro un romanzo indeciso tra il fiabesco e il thriller, comunque immerso in una verità illusoria che fa delle pagine un tappeto d’oltre vita.

La lettura non viaggia spedita a causa dell’inciampo in metafore che obbligano a lunghe pause di riflessione sull’ampio ventaglio dei sentimenti, un carosello cangiante è la loro evoluzione nel tempo. Sarebbe stato utile chiudere il romanzo con più di una pagina bianca a disposizione del lettore, un’opportunità per dare concretezza all’irrealtà delle immagini accumulate nella lettura della dimensione onirica.

Per la prima volta il lieto fine è vietato a una fiaba che di magia non ha nulla. La corsa al battito che giustifica le miserie della vita sbatte contro il muro di rabbia costruito da quel pulsare al vento, la protesi innamorata resiste ai veleni di spade maligne ma poi cede a mostrare il profilo oscuro in dote ad ogni cuore.

La sintesi della stesura è già rivelata dal titolo: se è meccanico è anche cuore. La fusione dei due paralizza gli organi vicini di vene. Il battito nasce dal coraggio di scegliere la direzione del sussulto, poi mai, mai voltarsi indietro a guardare gli scheletri del fallimento sparsi sul passato.