Festa dei nonni, cosa li rende un punto di riferimento insostituibile: la parola alla psicologa La Rosa

Festa dei nonni, cosa li rende un punto di riferimento insostituibile: la parola alla psicologa La Rosa

ITALIA – Si celebra oggi, domenica 2 ottobre, la Festa dei nonni. Si tratta di una ricorrenza istituita il 31 luglio 2005 dal Parlamento italiano e pensata con l’obiettivo di sottolineare il rapporto che lega due diverse generazioni, rappresentate rispettivamente da nonni e nipoti.

È stata scelta proprio questa giornata perché nella tradizione cattolica il 2 ottobre si celebrano gli angeli custodi che spesso vengono associati anche alle figure dei nonni.


Un’occasione per dimostrare, ancor più degli altri giorni, gratitudine e affetto proprio a coloro che solitamente rappresentano un pilastro fondamentale all’interno dei nuclei familiari.

Una giornata speciale da dedicare ai componenti più anziani della famiglia, gli stessi da cui i più fortunati vengono accuditi e coccolati fin dalla nascita. Essendo presenti già nei primi anni di vita del nipotino, i nonni diventano un punto di riferimento insostituibile per molti giovani che iniziano ad “accumulare” – già da piccoli – aneddoti, insegnamenti e fiabe che nessuno potrà mai rimuovere dalla loro memoria.

La parola alla psicologa Valentina La Rosa

Ai nostri microfoni è intervenuta la dott.ssa La Rosa che ha fornito un quadro completo sul ruolo ricoperto dai nonni nella società e sull’importanza della loro presenza nella vita dei giovani.

  • Quanto influisce la figura dei nonni nella propria vita?

Da un punto di vista prettamente emotivo la loro figura ricopre un ruolo importante nello sviluppo dell’individuo. I nonni risultano nella maggior parte dei casi un riferimento genitoriale più affettivo: mentre il genitore è anche colui che deve far rispettare le regole e impartire un’educazione al bambino o all’adolescente, il nonno rappresenta più una controparte che si concentra sul versante affettivo e compensa a volte la severità dei genitori. Quando i nonni sono fisicamente presenti rappresentano anche un riferimento importante per l’economia della famiglia. In molti casi ormai lavorano entrambi i genitori quindi avere delle figure familiari che si prendono cura dei figli in loro assenza è sicuramente un contributo anche al benessere dell’intero sistema familiare. Con il loro bagaglio di esperienze e di saggezza contribuiscono indubbiamente a una crescita più armonica del nipote perché i nonni possono trasmettere anche valori e insegnamenti che aiutano il bambino, l’adolescente o il giovane nel suo sviluppo.

  • Nella società odierna emerge in modo significativo un maggiore attaccamento ai nonni rispetto al passato?

Sono notevoli i cambiamenti a cui la famiglia è andata incontro negli ultimi decenni, soprattutto per la figura della donna che ormai è abituata a stare molto di più fuori casa rispetto al passato, poiché ha acquistato nel tempo sempre più autonomia e indipendenza anche dal punto di vista lavorativo. La donna adesso è chiamata a conciliare il ruolo di madre con quello di lavoratrice e in questo senso la presenza dei nonni si rivela determinante poiché rappresenta un supporto per colei che sceglie di continuare a lavorare dopo essere diventata madre. Si tratta di un valore aggiunto anche per l’intero sistema familiare perché altrimenti la donna potrebbe sentirsi costretta – come a volte avviene – a rinunciare all’idea di lavorare oppure ad affidare i figli a persone ‘estranee’, mettendo in conto che il bambino trascorrerebbe molto tempo con individui con cui non si condividono in alcun modo legami familiari. Sono sempre di più tra l’altro le famiglie monogenitoriali – spesso a causa di separazioni o divorzi – e quindi poter contare sui nonni ha un valore importante“.

  • Quanto incide sul proprio futuro il rapporto che da bambini si è instaurato con i nonni?

In psicologia noi parliamo di relazioni di attaccamento. Il bambino è portato, attraverso un sistema biologico innato, a sviluppare relazioni affettive con coloro che lo accudiscono: la prima figura di riferimento è sempre la madre. Segue poi ovviamente il padre e successivamente subentrano le figure secondarie, tra cui i nonni che sicuramente lasciano un segno importante: il rapporto nonno-nipote, infatti, è una relazione di attaccamento che influirà su quelle che l’individuo svilupperà in seguito con gli altri. Quanto più è stato circondato da amore, calore, accudimento e affetto, tanto più nel suo futuro da adulto sarà in grado di costruire relazioni sane e armoniche. I racconti di vita dei nonni diventano quasi delle massime che poi ci si porta dietro per tutta la vita, perché iniziano a far parte del proprio bagaglio di ricordi. Ovviamente tutto dipende da quanto i nonni siano presenti sia fisicamente sia dal punto di vista affettivo: esistono famiglie in cui purtroppo per vari motivi non hanno un ruolo importante. Anche la loro assenza, talvolta dovuta a tensioni con i genitori del bambino, avrà un impatto negativo nella vita del nipote“.

Fonte foto Pixabay