Emergenza migranti, il “peso” degli sbarchi è tutto sulle spalle dell’Italia? Il punto della situazione

Emergenza migranti, il “peso” degli sbarchi è tutto sulle spalle dell’Italia? Il punto della situazione

ITALIA – Torna al centro del dibattito politico il tema dell’immigrazione.

Nonostante il Governo Meloni sia fermamente convinto del fatto che l’emergenza stia gravando in modo particolare sulle spalle degli italiani, le statistiche dicono ben altro.


Per quanto l’Italia contribuisca indubbiamente all’accoglienza dei migranti, non bisogna ignorare che il nostro sforzo è nettamente inferiore rispetto a quello compiuto dal resto dell’Europa.

È per questo che secondo molti sarebbe opportuno contribuire in modo più consistente piuttosto che “cercare conforto” negli altri Paesi europei.

In Europa chi accoglie più migranti?

In base agli ultimi dati dell’Easo, l’agenzia dell’Unione europea per l’asilo, l’Italia si posiziona al quarto posto per numero di migranti accolti.

Basandoci sui dati del 2021, il Paese europeo che ha ospitato più profughi è la Germania, con ben 191mila richieste di asilo, quasi un terzo del totale, seguita dalla Francia, con 121mila e dalla Spagna con 65mila. In Italia se ne contano, invece, 53mila.

In rapporto al numero di abitanti, il Paese che accoglie di più è Cipro, seguito da Austria e Slovenia.

La situazione nei centri di accoglienza in Italia

Contrariamente a come si è soliti pensare, i centri di accoglienza per migranti in Italia non sono in emergenza.

Secondo i dati aggiornati fino al 31 ottobre, il numero di migranti accolti in Italia è pari a 103.161. Tra questi sono 68.962 quelli nei centri, 32.397 si trovano nel sistema Sai in piccoli appartamenti e 1.802 negli hotspot di Sicilia e Puglia, costantemente stracolmi a causa dei continui sbarchi autonomi.

È chiaro che si tratta di numeri elevati, ma se confrontiamo la situazione attuale con quella del 2017 notiamo subito che prima i profughi erano più di 180mila.

Tensioni tra Italia e Francia: cosa sta succedendo?

È in corso al momento una crisi diplomatica tra Italia e Francia, che sta destando preoccupazione per le conseguenze a cui si potrebbe andare incontro.

Giovedì scorso la Francia ha annunciato che la nave Ocean Viking della ong SOS Mediterranée sarebbe stata ospitata in territorio francese: in base a quanto emerso, però, non si tratterebbe di una decisione presa “spontaneamente”, bensì della diretta conseguenza dell’ostruzionismo di Giorgia Meloni che di fatto avrebbe impedito all’imbarcazione di sbarcare in Italia.

A destare stupore è la consapevolezza che, contrariamente a come è avvenuto, la Ocean Viking sarebbe dovuta approdare nel territorio italiano perché, in base a quanto stabilito negli accordi che regolano i diritti dei migranti, gli sbarchi devono avvenire nel primo porto più vicino, che in questo caso era quello italiano.

I francesi quindi sarebbero stati costretti a farsi carico dello sbarco, nonostante la responsabilità fosse del Governo italiano.

È per questo che adesso la Francia avrebbe intenzione di tirarsi indietro in merito al meccanismo di ricollocamento che era stato concordato nei mesi scorsi tra alcuni Paesi dell’Unione europea.

Secondo il patto, tra l’estate del 2022 e quella del 2023 alcuni Stati europei avrebbero dovuto accogliere volontariamente 8mila migranti arrivati in un Paese di primo ingresso in Europa, esattamente come spesso accade in l’Italia. Nello specifico la Francia avrebbe dovuto accogliere 3.500 profughi, ma il Governo sembrerebbe optare per altre vie.

Cos’è accaduto al porto di Catania qualche giorno fa?

A scatenare l’ira di numerosi catanesi nell’ultima settimana è stata la decisione del Governo Meloni di impedire ai migranti, che erano giunti a bordo di due navi al porto di Catania, di scendere dalle imbarcazioni.

La possibilità di mettere piede sulla terraferma, in un primo momento, era stata offerta esclusivamente ai soggetti più fragili, mettendo da parte i diritti dei restanti naufraghi.

Un comportamento inaccettabile per molti che non hanno esitato a protestare, recandosi direttamente al porto della città etnea.

L’obiettivo dei manifestanti è stato quello di mostrare vicinanza ai profughi e di ricordare i diritti inviolabili di coloro che non sono stati definiti altro che un “carico residuale” delle due navi, la Humanity 1 e la Geo Barents.

Foto di repertorio