Priolo, sindaco Rizza: “Uscire dal C.U.M.I. è stato un atto dovuto”

Priolo, sindaco Rizza: “Uscire dal C.U.M.I. è stato un atto dovuto”

PRIOLO GARGALLO – La scelta di non partecipare più alle spese del C.U.M.I., Consorzio Universitario Megara Ibleo, continua ad essere giustificata come un atto dovuto da parte dell’amministrazione comunale. 

“La decisione di uscire fuori dal C.U.M.I. non è dovuta al fattore spese, semplicemente noi abbiamo una direttiva dello Stato che ci chiede un piano di razionalizzazione per le partecipate. Questo significa che i comuni devono uscire dalle partecipate che riguardano quei servizi che non sono considerati essenziali“; ecco la motivazione che viene fornita dal sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza. 

La direttiva a cui fa riferimento il primo cittadino del comune priolese sarebbe la legge n. 190 secondo la quale tutti i comuni devono tagliare il superfluo per garantire l’essenziale, infatti, tale delibera è stata approvata proprio l’ultima settimana di giugno e resa esecutiva proprio il 30 dello stesso mese creando panico tra gli studenti del consorzio universitario e i cittadini.

Alla sua dichiarazione il sindaco Rizza aggiunge: “Prima di prendere una decisione come questa ci siamo consultati con l’Ufficio di Ragioneria che ci ha ben detto che, per quanto riguarda le partecipazioni del Comune, bisogna tenere in vita quelle ritenute essenziali. Nel dettaglio abbiamo mantenuto quelle che riguardano la nettezza urbana e quella della società In House, quest’ultima cura tutti i servizi del comune come cimitero, servizio idrico e fognario ecc… Per quanto riguarda il consorzio, dove eravamo soci insieme ai Comuni di Augusta e Mellili prima che questi abbandonassero, è stato ritenuto un servizio non essenziale perchè questo non rientra nella fascia dell’istruzione obbligatoria. Quindi fin quando abbiamo potuto abbiamo partecipato volentieri alle quote azionarie ma, una volta che lo Stato ci pone di fronte a una scelta, dobbiamo provvedere a questo taglio per i motivi appena menzionati. Cosa che già il 15 aprile aveva fatto il Comune di Augusta, su decisione dei tre commissari tecnici“.

Secondo quanto afferma il sindaco il C.U.M.I. quindi non rientrerebbe tra le spese primarie, anche se ha ben sottolineato come il consorzio non rischia una chiusura vera e propria perchè questo passerà in mano a “privati” che comunque possono usufruire di fondi regionali considerevoli.

Di opinione completamente differente invece sono l’amministratore delegato dell’ente universitario, Sebastiano Corporale, e Christian Rizzo, responsabile politico del PSI di Priolo, Direzione Regionale PSI, responsabile regionale Commissione Ambiente PSI, che hanno ribadito che l’ordinanza non è da ritenere legittima e che il Comune di Priolo Gargallo dovrà partecipare alle spese contributive per almeno altri cinque anni.

Il vero problema è che sia i cittadini sia gli studenti, attualmente impegnati in una raccolta firme per salvare l’ente universitario, non hanno ricevuto alcuna rassicurazione sull’utilizzo dei locali in cui il CUMI attualmente si trova, nel senso che non viene dato un termine dal quale non potranno più essere utilizzati, ma si ribadisce il fatto che questi non potranno più essere usati gratuitamente. 

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