Corte di Cassazione conferma l’assoluzione definitiva per Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars

Corte di Cassazione conferma l’assoluzione definitiva per Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars

PALERMO – Assoluzione definitiva quella confermata dalla Corte di Cassazione nei confronti dell’ex presidente dell’Ars, Francesco Cascio, accusato di corruzione.

Secondo l’accusa, Cascio – difeso dall’avvocato Enrico Sanseverino – avrebbe consentito alla società Ecotecna, di ottenere fondi europei, che sarebbero serviti per la realizzazione di un resort e di un impianto sportivo per campi da golf, nei tempi passati, quando ricopriva l’incarico di assessore al Turismo del governo Cuffaro e vicepresidente della Regione Siciliana. Il tutto avrebbe avuto un solo fine: ricevere “aiuti” tramite lavori e servizi, per la costruzione della sua villa – sita nei pressi del resort – di Collesano.




In primo grado, l’ex esponente nel Ncd e ora di Fi, era stato condannato a due anni e, cosa più importante, era stato dapprima sospeso dal ruolo di parlamentare Ars e, successivamente, decaduto dalla carica a seguito della legge Severino.

Cascio, però, venne scagionato per un capo di imputazione dai giudici di appello che ne dichiararono la prescrizione per altre accuse. Processato, dunque, in abbreviato, secondo l’accusa avrebbe agito “in concorso” con altri due ex dirigenti regionali: stiamo parlando di Agostino Porretto e Aldo Greco che, invece, scelsero il rito ordinario.

L’assoluzione, infine, si è basata sul provvedimento del 2005 che estendeva la possibilità di utilizzo di quei fondi “incriminati” anche per “lavori di economia”.