PIAZZA ARMERINA – Nelle prime ore della mattina del dello scorso 3 gennaio, dall’insieme di alcune conversazioni ambientali registrate all’interno dell’autovettura in uso al cittadino rumeno Miklos Lazlo, si ha avuto contezza che il predetto, unitamente ai complici Vasile Ghidu e Teodor Natanael Nica, si stava prodigando per consumare una nuova grave azione criminosa in danno di una coppia di signori anziani.
Da alcuni dettagli forniti dagli indagati, riguardo all’età della persona da colpire (indicata in maniera dispregiativa come la “vecchia”), nonché dalla zona in cui i tre malviventi stavano eseguendo il sopralluogo per individuare la “vittima”, ovvero presso la sua attività commerciale ubicata in centro, si è ricostruito che il gruppo di malfattori intendevano rapinare, un’anziana donna ed il marito ultra ottantenne, presso la loro azienda agricola, ubicata in agro di Piazza Armerina, al loro rientro dal lavoro.
I tre rumeni intendevano consumare il “colpo” nel momento in cui la donna sarebbe giunta nella sua abitazione. A questo punto, le varie unità operative della Polizia di Stato dislocate sul territorio, hanno inseguito a distanza il veicolo monitorato per intervenire nella fase che sarebbe stata ritenuta più opportuna, per interrompere l’azione ancora prima che i malviventi potessero raggiungere i due anziani e quindi evitare a questi ultimi pericolose conseguenze.
Tale concreto pericolo, infatti, era cosa possibile dato che le loro cattive intenzioni erano emerse nelle ore immediatamente precedenti. I tre volevano anche prendere illecitamente l’incasso giornaliero – non disdegnando l’idea di colpire gli anziani con dei corpi contundenti, per stordirli, accettando l’eventualità di ferirli gravemente – definivano i dettagli dell’azione preparando una pistola, nonché prelevando dalle abitazioni dei passamontagna, strumenti che effettivamente sono stati poi rinvenuti e sequestrati dai poliziotti all’atto del loro arresto.
Nel primo pomeriggio dello stesso giorno, i poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato, nonostante le difficoltà operative riscontrate avute riguardo alla vastità dell’area rurale in cui il veicolo in uso al gruppo dei rumeni si era recato, hanno individuato l’autovettura, con all’interno uno dei soggetti con funzione di palo ed autista per la fuga, mentre gli altri due protagonisti dell’azione delittuosa erano assenti. Il che ha fatto presuppore che l’azione criminale potesse essere consumata in poco tempo.
Improvvisamente, l’autovettura monitorata si è messa in marcia ma, percorse alcune centinaia di metri, è stata bloccata dai poliziotti con i tre sospetti a bordo. Eseguita la perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati alcuni attrezzi idonei allo scasso, vari spezzoni di grondaie di rame, passamontagna realizzati con maniche di maglioni, una pistola tipo giocattolo, attrezzature e materiali vari come cacciaviti, dischi per flex, guanti, seghe, nonché refurtiva, abbigliamento, benzina, attrezzi agricoli ed altro, compendio di colpi predatori messi a segno precedentemente dal gruppo.
Sempre nella tempestività dell’intervento si è potuto ricostruire, in particolare, che nelle immediate vicinanze, era stato consumato anche il furto delle citate grondaie in rame.
Senza soluzione di continuità i poliziotti hanno perquisito anche le abitazioni riconducibili ai tre fermati e trovando diversi quadri, alcune statuette in argento massiccio, coppe ed altri beni in argento e rame, che nel prosieguo dell’attività investigativa effettuata dagli investigatori sono risultati rubati nella tarda serata di Capodanno all’interno di una villa in una contrada di Piazza Armerina.
I tre sono stati rinchiusi nel carcere di Enna.



