Polonia: dove la pizza è con l’ananas e la pasta si mangia a colazione. Storia del mio Erasmus plus

Polonia: dove la pizza è con l’ananas e la pasta si mangia a colazione. Storia del mio Erasmus plus

 

QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.

L’Erasmus plus nasce nel 2014 con numerose novità rispetto al passato Erasmus, io ho già partecipato a tre di questi progetti ospitando prima una ragazza turca e poi una ragazza norvegese; vi parlerò tuttavia di quello svoltosi in Polonia dal ventotto gennaio al quattro febbraio: il progetto “On the Move”.

Ogni progetto ha degli obbiettivi da raggiungere e delle competenze da acquisire, riguardanti uno specifico argomento: in questo caso riguardanti gli immigrati e l’importanza della loro presenza nella nostra società; un argomento  che preme molto soprattutto su noi giovani italiani. Il progetto prevede sei mobilità in sei differenti nazioni: Marignane in Francia, Kielce in Polonia, Colindres in Spagna, Waiblingen in Germania e Paternò in Italia.



Tutto comincia con il mio primo volo, sì in sedici anni non ho mai preso un aereo e pensare che con questo progetto ne prenderò ben quattro! Si parte da Catania molto presto, siamo tutti un misto di eccitazione e curiosità per quella che sarà la nostra avventura e tra lo scalo a Bergamo, il tempo passato in aeroporto e infine durante il tragitto da Cracovia a Kielce, finalmente la sera, arriviamo. Comincio a tremare, non so più se per il freddo o per l’eccitazione, scendiamo dal bus ed eccola li la ragazza che mi ospiterà, Aleksandra, o meglio,  Ola.

Durante il tragitto vige quel solito imbarazzo tipico di queste situazioni tra perfetti sconosciuti… chi l’avrebbe detto che ancora oggi dopo questa esperienza li considero la mia seconda famiglia. Arriviamo in questa casa bellissima dove faccio la conoscenza di tutta la famiglia e di lui, Drago, il bellissimo Golden Retriever bianco di cui mi innamorerò.


In otto giorni posso dire di aver vissuto un’esperienza incredibile, che ci ha insegnato molto, ci ha aiutato a riflettere sul bello della diversità e grazie alla quale ho visto cose che solo nei film speravo di vedere; ho visto Kielce, una metropoli assurda con palestre e piste da bowling all’interno dei centri commerciali e con una tradizione alle spalle molto forte; ho visto la bellissima Cracovia, il ghetto ebreo e l’ultima farmacia rimasta dal tempo della guerra; ho visitato il castello del Wawel e quello di Checiny ma anche Tokarnia con le sue bellissime ricostruzioni dei villaggi polacchi antichi e infine ho riflettuto molto visitando la famigerata Auschwitz.

Tra una cosa e l’altra non dimenticherò mai tutte le persone che ho conosciuto, la neve onnipresente e tutti i momenti passati a scuola a parlare tra di noi o meglio ancora a cantare, Wiktor e Kuba se state leggendo sappiate che mi manca la vostra voce. Se ripenso alla Polonia non può che scendermi una lacrima ripensando ad Ola, una seconda sorella, a tutti i momenti felici e a tutti i momenti di incomprensione risolti davanti una tazza di tè. Mi manchi Polonia ma so che ci rivedremo presto.

Beatrice Boninelli, Classe III Sez. C. s.a. – Liceo Scientifico “E. Fermi” – Paternò