Perché arrossiamo?

Perché arrossiamo?

 

QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.

Cercando una spiegazione a questo spesso imbarazzante comportamento del nostro corpo ci imbatteremo prima o poi nella sua giustificazione scientifica. Il rossore è una reazione del sistema nervoso simpatico: viene rilasciata adrenalina che accelera il moto del battito cardiaco e provoca una dilatazione dei vasi sanguigni per migliorare l’afflusso di sangue e ossigeno. Le vene del viso reagiscono a questo rilascio di adrenalina creando rossore.

Tutto ciò è naturale, ma non per tutti è facile convivere con questo sfogo involontario che si manifesta in modo ben visibile a chi ci sta intorno. E se per chi ci fissa mentre arrossiamo la scena può sembrare divertente, tutt’altro è per noi poverini, che rendendocene conto e imbarazzandoci ancor più, non faremo che peggiorare ulteriormente il nostro aspetto, che inizierà probabilmente ad assomigliare a una polpetta al sugo del pranzo domenicale dalla nonna.



Comunque, fatto molto interessante è, che sebbene in tanti reputino l’eccessivo avvampare come uno dei loro più grandi difetti, sono invece in molti ad apprezzare questo fenomeno e persino a vedere più positivamente chi si imbarazza facilmente rispetto a chi ha più autostima: questi i risultati ottenuti dai ricercatori dell’UC di Berkeley che hanno proprio sottolineato che chi vive in un perenne stato di mortificazione viene visto come più generoso e degno di fiducia (forse perché la visibile manifestazione dei sentimenti è ritenuta sufficiente garanzia di sincerità? Chissà!).

Anche letterati e filosofi hanno affrontato questo argomento facendoci pervenire opinioni parecchio contrastanti tra loro. Basti ricordare il pensiero del filosofo greco Diogene: “Arrossire è il colore della virtù”, affermazione che ritroviamo già esaurita della sua risoluzione nel drammaturgo per eccellenza, Carlo Goldoni, che dice: “Bello è il rossore, ma è incommodo qualche volta”. Abbiamo poi chi, come Leopardi, condanna questa reazione come una delle peggiori debolezze umane. Per lui: “Nessuna cosa è vergognosa per l’uomo di spirito né capace di farlo vergognare, […] se non solamente il vergognarsi e l’arrossire”.


Ad ogni modo, in chi spesso lo sperimenta, l’improvviso avvampare si accompagna a un disagio che raggiunti livelli estremi può trasformarsi in fobia: l’eritrofobia, la “paura di diventare rossi”. Questa può essere curata con psicoterapia, ipnosi o esercizi di respirazione e in modo drastico con la recisione del nervo responsabile del riflesso di arrossimento, pratica che comporta però degli effetti collaterali. Uno dei più comuni è l’aumento della sudorazione facciale… quindi a voi la scelta: sembrare un pomodoro da insalata o un annaffiatoio vivente? Eppure Thomas Edison sosteneva che: “Il genio è 1% ispirazione e 99% sudore”, quindi miei cari, se volete accrescere il vostro intelletto direi che così sareste proprio sulla buona strada!

Di Stefano Giulia, Classe IV Sez. B – Liceo Scientifico Ettore Majorana (CT)