Origini e tradizioni: caratteristiche italiane della festa dell'Epifania - Newsicilia

Origini e tradizioni: caratteristiche italiane della festa dell’Epifania

Origini e tradizioni: caratteristiche italiane della festa dell’Epifania

L’epifania è la festa cristiana festeggiata dodici giorni dopo Natale che solennizza la venuta dei  Re Magi nel Cristianesimo occidentale e del battesimo nel Cristianesimo Orientale.

Il termine Epifania deriva dal greco “Epifaneia”, cioè “manifestazione”, “illuminazione”, si riferisce al primo manifestarsi dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai Re Magi.



Viene celebrata il 6 gennaio per le Chiese occidentali e per quelle orientali che seguono il calendario gregoriano, e il 19 gennaio per le Chiese orientali che seguono il calendario giuliano.

L’origine di questa festa sembra risalga al II secolo d.C, attorno al 120 in Oriente, e ricordava il battesimo di Gesù nelle acque del Giordano per mano del Battista.


Gli gnostici, una setta di cristiani, credevano che l’incarnazione di Cristo fosse avvenuta al battesimo e non alla nascita, scegliendo questo giorno all’inizio di gennaio perché in questo periodo si festeggiava il solstizio.

In seguito, l’istituzione della festa dell’Epifania, eliminati gli elementi gnostici, fu adottata anche dalle Chiese Ufficiali d’Oriente sommando quattro elementi o date importanti nella vita del Cristo: la nascita, l’adorazione dei Magi, il battesimo e il miracolo di Cana.
Verso il IV secolo l’Epifania si diffuse in Occidente e fu adottata anche dalla Chiesa di Roma nel V secolo.

In Italia vi sono molte tradizioni tipiche di questa festa, come l’usanza di bruciare la befana il 6 gennaio per dare il benvenuto all’anno nuovo visto che il fuoco porta con sé le tristezze e le malinconie del passato; i befani: in alcuni paesi, soprattutto, Toscana, Friuli e Trentino, alcuni ragazzi se ne vanno per le case travestiti da Befana con il volto tinto di nero come la fuliggine, chiedendo a tutti qualcosa di dolce da distribuire ai bambini; in Calabria le ragazze, la notte della vigilia, prima di addormentarsi, recitano una canzoncina di buon auspicio: se sogneranno una chiesa in festa o un giardino fiorito sarà per loro un anno fortunato; in Toscana i contadini mettono la testa sotto la cappa del camino cercando di vedere le stelle, solo se ci riescono possono stappare il vino nuovo e l’annata sarà buona; in Friuli Venezia Giulia il giorno dell’Epifania si accende il tradizionale “Pignarul”, un fascio di rovi con in cima un pupazzo che rappresenta la Befana. Secondo la tradizione, interpretando il fuoco ed osservando la direzione del fumo, è possibile fare previsioni su come sarà l’anno nuovo. Una delle tradizioni più comuni è quella della calza della befana: i bambini il 6 mattina appena svegli, trovano una calza piena di dolci e/o doni se si sono comportati bene se al contrario si sono comportati male riceveranno il carbone.

Immagine di Filastrocche.it

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