Moda per celebare Sant’Agata, una diciassettenne scampata alla prostituzione apre la sfilata

Moda per celebare Sant’Agata, una diciassettenne scampata alla prostituzione apre la sfilata

CATANIA – La Sala Bellini del Comune di Catania è gremita. La corte di Palazzo degli Elefanti e l’intera piazza Duomo sono prese d’assalto. Uomini e donne di tutte le età sono in attesa già dalle 20 per assistere alla sfilata evento che dà inizio alla diciassettesima edizione della mostra, “Agata Martire Coraggiosa”, manifestazione inserita all’interno dei solenni festeggiamenti Agatini, organizzata come ogni anno dall’Accademia di Belle Arti di Catania su iniziativa della professoressa Liliana Nigro, titolare della cattedra di Storia del Costume, con il patrocinio del Comune di Catania e il supporto della casa di moda “Maison Du Cochon”, gli ordini cavallereschi Supemus ordo Equester Templi poveri Cavalieri di Cristo, Sovrano Ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni e Gerusalemme, l’Associazione Intercultural Studies Center e la delegazione ufficiale base americana di Sigonella.

“Si può pregare Sant’Agata in diversi modi – spiega Liliana Nigro, curatrice dell’evento più atteso e glamour dell’anno – anche creando degli abiti e dei costumi teatrali pensati appositamente per raccontare la sua storia di donna e martire”. La mostra con i suoi cento abiti e i suoi ricami diventa punto d’incontro tra la tradizione religiosa e quella più laica, capace di instaurare un dialogo tra diversi settori di crescita umana e civile.




“La festa di Sant’Agata è il momento più atteso dai catanesi – spiega il sindaco, Enzo Bianco tutti coloro che svolgono un ruolo nel campo della formazione e dell’educazione hanno il compito di rafforzare e sviluppare la cultura che può essere interpretata anche con la creatività e la fantasia dei giovani stilisti che ogni anno partecipano all’esposizione”. Dello stesso parere il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Virgilio Piccari, il quale, con orgoglio e ammirazione, motiva i numerosi allievi che hanno incantato piazza Duomo: “Creare e diffondere la bellezza è l’unico mezzo che i giovani hanno per difendersi e migliorare la nostra società”.

Sulle note di “E vui durmiti ancora” e “Ave Maria”, quaranta modelle, da Palazzo degli Elefanti, hanno percorso tutta piazza Duomo, fino ad arrivare a Palazzo dei Chierici indossando gli abiti della scorsa edizione, capitanate dalla giovane diciassettenne nigeriana Miriam Yousseff, scampata alla tratta della prostituzione, volto di quest’edizione dedicata alla lotta contro i matrimoni precoci e la violenza fisica, sessuale e psicologica sulle “spose bambine”, e dal sindaco di Catania, che ha tagliato, tra una folla generosa negli applausi, il nastro augurale della XVII edizione.

Grande attenzione e curiosità anche per l’autobus storico dell’Amas, Associazione Mediterranea Autobus Storici, posteggiato in piazza, che esponeva una ricca mostra di fotografia della festa di Sant’Agata del fotografo Giuseppe Lo Presti.

Arrivati nel Salone Libero Grassi, esclusiva location della monumentale esposizione degli abiti, arricchito dall’esibizione dei talentuosi musicisti dell’Orchestra Falcone Borsellino, Giovanni Palella della Maison Amelia Casablanca, firma riconosciuta dalle passerelle internazionali dall’Alta Moda Sposa, per il secondo anno consecutivo ha assegnato una borsa di studio e uno stage formativo agli autori dei tre abiti più belli giudicati da un’autorevole giuria composta dalla professoressa Fulvia Toscano, presidente di Naxoslegge, l’architetto Giuseppe Nuccio Iacono, la giornalista Flaminia Belfiore, la scrittrice Marinella Fiume, il giornalista Guglielmo Troina, il presidente dell’Associazione Intercultural studies Ramzi Harrabi, Alberto Lunetta della delegazione americana di Sigonella e il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania Virgilio Piccari.

Al primo posto per aver saputo descrivere la prigione e il dramma di Agata in un’ascesa verso la santità è l’abito degli stilisti Francesco Sorbera e Francesco Buggea; al secondo posto lo stilista Roberto Vinciguerra per aver raccontato attraverso l’arte del punto croce la libertà e il sogno; il terzo per Carmela Destro Pastizzaro, Roberta Pitirro e Serena Tricarico per aver coniugato sacro e profano conservando il senso del pudore e della bellezza.

La grande festa in onore di Sant’Agata firmata dall’Accademia di Belle Arti di Catania continua, per il secondo anno consecutivo, su iniziativa di Padre Francesco Collodoro, con l’inaugurazione di un’esposizione di abiti domenica 4 febbraio alle 14 alla Basilica Santuario Maria SS. Al Carmine nel cuore del mercato comunale di Catania, poco prima del passaggio di Sant’Agata.