L’infanzia del nuovo millennio, da “Toy Story” a “Inside Out”: un viaggio “verso l’infinito e oltre”

L’infanzia del nuovo millennio, da “Toy Story” a “Inside Out”: un viaggio “verso l’infinito e oltre”

L’infanzia dovrebbe essere il periodo più spensierato della vita di ogni essere umano. Si scopre, si impara giocando, si è, in un certo senso, più protetti. Si gioca con i pupazzi o le macchinine, ci si appassiona a uno sport, alla TV passano solo cartoni.

Già, i cartoni, le produzioni animate che hanno segnato l’infanzia di generazioni e generazioni di bambini (e anche adulti). Dai grandi classici Disney (Cenerentola, Topolino e Biancaneve), fino ai più recenti (Toy Story, Shrek e Il Re Leone).



I vari capolavori animati hanno lasciato, in epoche diverse, insegnamenti valevoli, tanto per i grandi, quanto per i più piccini. Hanno trasportato tutti noi in un mondo fantastico, ci hanno dato speranza, ci hanno fatto sognare.

Fatta eccezione per i grandi classici, i quali, nonostante il tempo, rimangono sempre delle pietre miliari del cinema animato che non passeranno mai di moda, quali sono i cartoni che hanno segnato l’infanzia di quelli nati nel nuovo millennio?


Tanti altri capolavori sono stati prodotti. Il tempo non si ferma solo a “Biancaneve” e “Cenerentola“, bisogna anche imparare ad andare avanti.

Toy Story” è certamente il primo cartone che viene in mente per quanto riguarda il 21esimo secolo. La storia di amicizia tra Woody, Buzz Lightyear, gli altri giocattoli e Andy è una delle idee più azzeccate della Disney Pixar.

Un cartone che diventa un monito sull’amicizia, un simbolo dei primi anni Duemila, un cartone che, nella figura di Andy rappresenta un po’ tutti noi. La nostra crescita e maturazione, dai giocattoli alla scuola, fino ad arrivare all’università, il tutto visto, però, dagli occhi del giocattolo preferito di Andy.

Un cartone che, ancora ora, ci insegna pure come l’unione faccia la forza e che, come tanti altri, ci fa sognare. “Verso l’infinito e oltre!”, dice Buzz Lightyear; una frase semplice e diretta, che ci aiuta a non mollare mai.

La saga di “Shrek” merita una citazione e può essere tranquillamente messa tra i capolavori moderni. La storia dell’orco più amato di tutti, assieme ai suoi compagni d’avventura, Ciuchino e Gatto con gli stivali, e la sua amata, la principessa Fiona, si pone come parodia delle classiche favole Disney.

All’interno dei vari film, infatti, appaiono diversi personaggi dei grandi classici, tutti presentati con grande ironia. Delle caricature. “Shrek rompe le convenzioni delle favole Disney. Non c’è più il principe azzurro che salva la principessa, ma il burbero e scorbutico orco che si innamora di una principessa.

Quest’ultima, nel corso della storia, arriva ad amare così tanto Shrek, che si trasforma in orchessa. Una storia che ci insegna ad andare oltre le apparenze, perché forse ognuno di noi, anche se a primo impatto non sembra, ha un principe azzurro al proprio interno.

Altro cartone degno di nota è sicuramente “Inside Out“, del 2015. Il recente capolavoro della Pixar ha ottenuto l’Oscar come miglior film d’animazione. E come dargli torto?

La storia di una bambina, Riley, che si affaccia per la prima volta nel cosiddetto mondo dei grandi e passa da infantile ad adolescente è resa originale dalla rappresentazione di tutte le sue emozioni, le quali si trasformano in veri e propri esseri viventi all’interno del corpo della ragazza.

Ci insegna che, a volte, la Tristezza, l’empatia, riescono a risolvere i problemi più profondi. Ci insegna che la vita non è tutta una Gioia. Il tutto attraverso tinte drammatiche, per certi versi. Un cartone più “serio” degli altri, ma che riesce a far riflettere, divertendo al tempo stesso.

Di esempi se ne potrebbero fare all’infinito. L’industria cinematografica di animazione non smetterà mai di stupire, insegnare e far sognare grandi e piccini. Da “I sogni son desideri” a “Verso l’infinito e oltre“. Due citazioni che hanno fatto brillare gli occhi a diverse generazioni, che ci hanno trasportato in un mondo che, forse, non esisterà mai, ma che ci fa sperare. D’altronde, sognare non costa nulla.

Immagine di repertorio