La stella cometa tra bufale e dicerie, ecco perché nessun corpo celeste anticipò la venuta di Cristo - Newsicilia

La stella cometa tra bufale e dicerie, ecco perché nessun corpo celeste anticipò la venuta di Cristo

La stella cometa tra bufale e dicerie, ecco perché nessun corpo celeste anticipò la venuta di Cristo

Così come lo è il puntale per l’albero di Natale, la classica stella cometa si configura come un elemento inconfondibile del presepe. Nella rappresentazione della natività, infatti, l’astro non può certamente mancare e viene tradizionalmente applicato come ultimo dettaglio in occasione dell’allestimento.

La storia del fenomeno astronomico, tuttavia, è ricca di contraddizioni e incongruenze. Secondo la tradizione, la cosiddetta “stella cometa” avrebbe accompagnato i Magi durante la loro visita a Gesù ancora in fasce ed è comunemente nota con il nome di “stella di Betlemme“.


Se appare difficile credere a un movimento senziente da parte di una presunta “cometa”, differente per massa e composizione dalle vere stelle, sembra invece plausibile pensare a una curiosa congiunzione planetaria o a un racconto frutto della fantasia popolare.

Secondo l’astronomo Giovanni Keplero, nel 1614, nel 7 a.C. o nel 6 a.C. si sarebbe verificate alcune congiunzioni tra Giove e Saturno, pianeti appartenenti al nostro sistema solare. Un calcolo effettuato in assenza degli strumenti in possesso ai giorni nostri, ma pur sempre un’interessante intuizione.

Per gli studiosi della nostra epoca, infatti, i Magi avrebbero assistito a un rarissimo allineamento tra pianeti che avrebbe dato origine a un fenomeno luminoso facilmente equivocabile con la presenza nel cielo di una cometa.

Nella tradizione cristiana, poi, essi sono indicati come conoscitori dell’astronomia del tempo in quanto appartenenti alla casta sacerdotale della religiose zoroastriana, culto diffusissimo all’epoca nell’Asia centrale. I verosimili Baldassarre, Gaspare e Melchiorre, se realmente esistiti, avrebbero interpretato questo fenomeno come un presagio.

Improbabile, dunque, credere all’esistenza del passaggio di una cometa, per giunta munita di coda, in Medioriente. La parte posteriore, come viene comunemente raffigurata, venne infatti aggiunta dal pittore Giotto soltanto diversi secoli dopo per affrescare la cappella degli Scrovegni, ispirandosi alla cometa di Halley che ciclicamente si avvicina al nostro pianeta.

La stessa cometa ammirata dall’artista e altre sarebbero transitate in periodi differenti alla datazione della nascita di Cristo e molte di queste sarebbero state impossibili da ammirare a occhio nudo.

Immagine di repertorio