Festa della Madonna Bambina a 360°: dalla processione “a mare” a quella per le strade – FOTO e VIDEO

Festa della Madonna Bambina a 360°: dalla processione “a mare” a quella per le strade – FOTO e VIDEO

CATANIA – “Tutti devoti tutti, e cu vera firi, evviva a Bedda Matri di Lognina“: il grido di devozione dei fedeli che inneggiano commossi alla Madonna, tradizionalmente, dà inizio alla fase cardine dei festeggiamenti, che, ogni anno, puntualmente, durante le prime settimane di settembre, si svolgono nella parrocchia di Ognina, il cui Santuario si erge nel caratteristico borgo marinaro del capoluogo etneo, imperante sul bellissimo porticciolo.

È l’incipit di un weekend di festa per gli ogninesi, che da un anno aspettano, con fervore, di rivedere da vicino il dolcissimo volto della “Mamma”.



Il sabato è il giorno dedicato ai pescatori, nucleo fondamentale del quartiere, che dopo un’accurata organizzazione durata settimane, svolgono la ormai famosa, nel Catanese e non solo, “processione a mare”.


 

 

Sabato scorso, infatti, alle ore 16, ha avuto inizio la solenne concelebrazione eucaristica, che, tenutasi sul palco montato nella piazza dove si erge il Santuario, è stata presieduta dall’Arcivescovo Metropolita di Catania, alla presenza delle massime autorità civili e militari della città e della provincia, ma soprattutto, presenziata dal simulacro della Madonna, portato fuori dalla chiesa e accolto dai fedeli con applausi, preghiere e tanta devozione.

Dopo la celebrazione, la bellissima effigie di Maria, antica e dalla commovente storia, che quest’anno festeggia il 130° anniversario del suo allestimento, sistemata su una portantina, è stata condotta “a spalla“, su una barca pavesata a festa, per poi dirigersi verso il mare aperto, seguita da un corteo di imbarcazioni di fedeli, che, con canti mariani e orazioni, l’hanno accompagnata nel “giro esterno“.

La processione è arrivata sino alle coste di Aci Castello e, per la prima volta quest’anno, a quelle di Acitrezza, per poi dirigersi al porticciolo di San Giovanni li Cuti, e lambire piazza Europa e rientrare “a casa” in tarda serata. Purtroppo, quest’anno, il tanto atteso  focu a mari,  magnifico spettacolo pirotecnico a ritmo di musica classica, non si è svolto, sembrerebbe per motivi tecnici, con grande delusione degli amanti del genere.

Ieri, alle 17,30, dopo la messa, la bellissima statua che rappresenta la Madre di Cristo, posta sul fercolo ligneo addobbato con fiori e luci, si è affacciata oltre il portale della chiesa, sul sagrato, davanti a una piazza gremita di fedeli, che, trepidanti, l’hanno accolta con gioia all’unisono grido W Maria, insieme all’immancabile musica della banda.

Dopo una beve ma significativa omelia del parroco don Franco Luvarà, il simulacro ha cominciato la processione “interna” per le vie del quartiere. Notevole la partecipazione della folla, che, a seguito del fercolo, ha pregato con fede recitando, a ripetizione, il Santo Rosario e scandendo, così, i vari momenti peculiari del “giro“, durante i quali, al caratteristico suono della campanella tenuta in mano dal mastru festa, il più anziano dei componenti del comitato organizzativo, si sono compiute le varie “soste“.

La prima, la tradizionale “calata dell’angelo“, è avvenuta subito dopo l’inizio della processione, proprio in piazza Ognina, quando, davanti al simulacro, dall’alto è scesa, attaccata a un filo, una deliziosa statuetta rappresentante un angioletto, che portava con sé una piccola busta contenente un’offerta monetaria, da parte di una famiglia di devoti, come contributo alle spese della parrocchia.

Un altro momento molto sentito, è stata la sosta alla rotatoria di via Del Rotolo, dove è situata una statua raffigurante Sant’Agata, posto che rappresenterebbe il luogo dove sarebbero arrivate le reliquie della Santa da Costantinopoli. Immancabile da parte del comitato e delle associazioni agatine, presiedute dal cerimoniere del comune di Catania, l’omaggio floreale, che accompagnato da preghiere e canti, ha reso onore alla patrona della città.

Molte occasioni di raccoglimento, intrise di fede, hanno scandito la processione, nello specifico, in prossimità delle varie sedi delle CEB (Comunità Ecclesiali di Base) e “alle porte” delle parrocchie limitrofe di San Giuseppe e di Santa Lucia, con scambi floreali, come simbolo di unione e compartecipazione tra le diverse realtà presenti nel quartiere Ognina-Picanello.

Sempre commoventi le brevi, ma numerosissime soste, in cui i fedeli hanno “presentato” i “piccoli“, nuovi arrivati o di pochi anni, alla Madonna, chiedendo nel silenzio della propria anima, benedizioni, protezione o qualche grazia.

E se gli ammalati gravi, presenti nel territorio parrocchiale, non sono stati in grado di andare personalmente, durante l’anno trascorso, a omaggiare la “Mamma” con qualche visita in chiesa, durante la processione, il fercolo è stato fermato proprio davanti all’uscio delle loro abitazioni, con grande emozione per le loro famiglie e le persone presenti.

Il tradizionale spettacolo pirotecnico, programmato per la tarda serata, non ha avuto luogo, come è successo per i “fuochi a mare” di sabato, con le scuse ufficiali che il parroco ha porto alla cittadinanza, anche da parte del comitato, durante l’omelia dell'”uscita.

Al termine della processione, il simulacro è stato portato nel Santuario, dove, dopo un breve momento di raccoglimento e di preghiera comunitaria, diretto dal parroco sul sagrato della chiesa, si è lentamente congedato, tra gli scroscianti applausi della folla dei fedeli, che, tristemente, hanno “salutato” la Madonna, dandoLe appuntamento al prossimo anno.

Bellissime e toccanti alcune frasi del parroco Luvarà: “Maria Vergine, Madre e Regina di Ognina, veglia sulla nostra città, sulle nostre famiglie, sulle nostre vite, e in particolare sugli ammalati e sui poveri; avviciniamoci a Lei con una preghiera, uno sguardo, una candela accesa, un pensiero personale… Ella ci guarda, ci ascolta, ci accompagna e ci affida all’amore infinito di Dio“.

VIVA MARIA!

Immagine di repertorio