Arte unita a pensieri e la riscoperta della Sicilia e di Catania: ecco Claudio Arezzo di Trifiletti - Newsicilia

Arte unita a pensieri e la riscoperta della Sicilia e di Catania: ecco Claudio Arezzo di Trifiletti

Arte unita a pensieri e la riscoperta della Sicilia e di Catania: ecco Claudio Arezzo di Trifiletti

CATANIA – Un artista poliedrico, appassionato di comunicazione come pochi, ma interessato anche a coniugare la rappresentazione di un paesaggio o di un’altra cosa, attraverso i propri dipinti, con i pensieri che affliggono molto spesso noi esseri umani. Claudio Arezzo di Trifiletti è tutto questo. Nato a Catania nel 1975, ha girato in tanti luoghi nel mondo e adesso si occupa di esportare, attraverso le tante mostre che ha organizzato in giro per il mondo, un modo di pensare davvero curioso, quello di far diventare sociale il nostro immaginario individuale nella realtà di ogni opera.

Attualmente gestisce la Casa Museo Sotto l’Etna, all’interno della quale mostra, nel migliore dei modi, come nelle opere e nelle produzioni di ognuno di noi si nasconde ciò che veramente proviamo durante la nostra vita, in ogni suo piccolo avvenimento. “Iniziai gestendo un locale, – racconta Claudio –, che poi divenne anche discoteca, dopodiché iniziai a viaggiare per il mondo, negli Stati Uniti, in India e lì cominciai a trovare la mia dimensione. Cominciai a capire che il senso della nostra esistenza non si trova nella materialità che spesso andiamo a inseguire, ma è molto più profondo. Attraverso i miei dipinti, esprimo i miei pensieri, che spesso sfuggono dalla vista degli esseri umani. Ho realizzato diverse mostre, sia qui che all’estero, e sono molto vicino a un concetto: le bellezze della natura vengono nascoste dall’asfalto e l’essere umano non se ne rende conto”.



Questo progetto fa comprendere proprio ciò. “Si tratta dello studio all’interno del quale dipingo a Catania – continua Claudio –, ma anche dove deposito tutto ciò che creo. Ho fatto diversi murales in giro per il mondo e ho una collezione davvero vasta di dipinti. Spesso vedo che in determinati luoghi non ci sono opere di questo tipo esposte e questo non mi piace. La mia vera passione è la conoscenza e creare un mondo alternativo per la nostra città, che spesso si nasconde dietro un aspetto che è solo illusorio”.

Ma, oltre a ciò, trovano posto anche altre interessanti iniziative. “Nel 2007 – conclude Claudio – ho dato vita a Manahattan al progetto Imprints arte. Per l’essere umano la cosa più importante è lasciare un’impronta. Io metto dei teli, li faccio calpestare e guardo le impronte. Ho portato questa idea in diversi paesi, sotto un credo particolare, ovvero sul fatto che ogni uomo ha grandi responsabilità in quello che fa. In questo mondo quello che conta è preservare il verde, che spesso viene coperto dall’asfalto. Poi ho dato vita Sicily needs love, ovvero la Sicilia ha bisogno d’affetto, per documentare la nostra terra attraverso lo zoom della macchina fotografica e scoprire le sue bellezze, lasciando perdere l’immagine spesso brutta che spesso si dà di essa. In un albero a piazza Abramo Lincoln ho fatto un omaggio a un grande giornalista come Tiziano Terzani, che era molto vicino al problema dell’ambiente”.


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